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Attualità 2 min di lettura11 ore fa

Cliniche dentali chiuse, pazienti restano con cure e rate

Da Napoli a Brescia, strutture chiuse all’improvviso e finanziamenti ancora da pagare per decine di famiglie

Diverse cliniche odontoiatriche hanno interrotto l’attività lasciando pazienti senza cure e con finanziamenti ancora da rimborsare.

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Le responsabilità nella gestione

La Commissione Albo odontoiatri chiede che le decisioni sanitarie restino nelle mani dei professionisti. Il presidente Andrea Senna ha richiamato la necessità di tutelare «l’autonomia e l’integrità della professione medica e odontoiatrica», evitando che soggetti esterni possano condizionare le scelte strategiche.

Secondo la commissione, l’attività odontoiatrica esercitata attraverso una società dovrebbe passare dalle Stp, le Società tra professionisti. Queste strutture devono essere iscritte agli albi e rispondono sia alle norme societarie sia ai controlli deontologici.


Cure costose e prestiti

Un ex clinical manager ha descritto un sistema basato su obiettivi commerciali. A suo dire, ai pazienti venivano proposti finanziamenti superiori al necessario e sconti collegati alla scelta di una determinata finanziaria: «Se fai richiedere pochi prestiti ti spronano a farne accendere di più».

In alcuni casi sarebbe stato applicato il cosiddetto “sovratrattamento”, con piani più onerosi o invasivi rispetto alle esigenze effettive. Tra gli esempi citati figurano estrazioni seguite da impianti anche quando i denti naturali avrebbero potuto essere conservati. Le strutture a basso costo avrebbero inoltre utilizzato impianti clonati o prodotti di marchi meno conosciuti, spesso provenienti da Paesi extraeuropei.


I pazienti rimasti senza assistenza

A Napoli il caso riguarda Sanident, che ha lasciato circa 150 persone senza trattamenti. I locali sono stati trovati improvvisamente privi delle apparecchiature, dell’insegna e persino della targhetta al citofono. La Procura ha aperto un fascicolo, mentre i clienti continuano a versare le rate alla finanziaria Compass.

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Carlo Spirito, legale di una decina di famiglie e attivo per Federconsumatori, ha riferito che inizialmente sarebbe stata prospettata la possibilità di trasferire i pazienti presso altri dentisti senza procedere ai rimborsi. Poi, secondo il legale, i responsabili non sarebbero più stati rintracciabili. Federconsumatori contesta anche la prosecuzione delle richieste di pagamento da parte di Compass.


Altri casi in Italia

Situazioni analoghe sono state segnalate dai clienti di Visodent in Sicilia, New Dental a Imperia, Dental Hospice a Brescia e Doctor Dent a Mestre. In diversi casi i pazienti avevano fatto ricorso a un prestito per sostenere il costo di protesi e impianti, spesso su indicazione della stessa clinica.

Giovanni Berritto, presidente di Federconsumatori Campania, ritiene che non si tratti soltanto di difficoltà finanziarie isolate. L’associazione valuta l’ipotesi di un meccanismo capace di ottenere guadagni sfruttando bisogni sanitari e fragilità economiche di numerose famiglie.

La società capogruppo di Sanident Campania ha sede a Milano. Anche in quella città alcuni studi avrebbero cessato l’attività con modalità simili, lasciando aperto il problema dei trattamenti non conclusi e dei contratti di finanziamento ancora attivi.

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