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Attualità 1 min di lettura5 giorni fa

Clima e scuola, il manuale di Belluno arriva in Parlamento

Le critiche al testo usato nelle scuole bellunesi accendono lo scontro politico, mentre geologi e presidi ne contestano l’impianto scientifico.

La discussione sul manuale dedicato al clima usato nelle scuole di Belluno ha superato i confini dell’aula scolastica ed è approdata in Parlamento. Al centro della contestazione c’è un passaggio che mette in dubbio il peso delle attività umane nel cambiamento climatico, una tesi che ha spinto Avs e Pd a presentare interrogazioni.

La vicenda ha subito richiamato anche il mondo della scuola e quello scientifico, che hanno bocciato l’impostazione del volume. Secondo geologi e presidi, infatti, il contenuto non regge sul piano dei fatti e non offre agli studenti un quadro affidabile.


Le interrogazioni portano il caso a Roma

A sollevare la questione sono stati Avs e Pd, che hanno chiesto chiarimenti sul manuale distribuito nelle scuole bellunesi. Il punto contestato riguarda la lettura del cambiamento climatico proposta nel testo, giudicata incompatibile con il consenso scientifico prevalente.

Il caso, nato in ambito locale, si è trasformato così in una questione politica nazionale. L’attenzione si è concentrata non solo sul contenuto del libro, ma anche sull’opportunità di usare nelle classi un materiale ritenuto da molti fuorviante.

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La bocciatura di geologi e presidi

Le critiche più nette arrivano da geologi e dirigenti scolastici, che hanno definito il manuale privo di basi solide. La loro contestazione non riguarda un dettaglio marginale, ma l’impianto complessivo del ragionamento proposto agli studenti.

Per chi contesta il testo, il problema è il messaggio trasmesso: attribuire poca o nessuna responsabilità all’uomo nel riscaldamento globale significa mettere in circolazione una lettura che non trova riscontro nelle evidenze scientifiche. Da qui la richiesta, rilanciata anche in Parlamento, di verificare la compatibilità del manuale con l’uso scolastico.

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