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Attualità 2 min di lettura8 ore fa

Vino, il voto che frena gli avvisi choc sulle etichette

La Commissione Salute dell’Europarlamento ha confermato la differenza tra consumo moderato e abuso, escludendo per ora gli avvertimenti sanitari sulle bottiglie.

Il vino evita, almeno per ora, l’inserimento di messaggi sanitari paragonabili a quelli presenti sui pacchetti di sigarette. La Commissione Salute del Parlamento europeo ha infatti approvato un emendamento sul nuovo piano europeo di lotta contro il cancro, respingendo l’idea che ogni quantità di alcol sia automaticamente priva di soglie di rischio.

Il voto è stato accolto con soddisfazione dall’Unione italiana vini, anche perché il testo mantiene una distinzione tra modalità diverse di consumo. L’assunzione compulsiva e dannosa viene separata da quella moderata, evitando un’impostazione considerata dal settore come una nuova forma di proibizionismo.


Bruxelles distingue abuso e moderazione

Il passaggio più delicato riguardava il possibile ritorno del principio secondo cui non esisterebbe alcun livello sicuro di consumo. Questa formulazione, già respinta quattro anni fa durante l’esame del dossier Beca, rischiava di essere riproposta nella versione aggiornata del documento valutata il 28 settembre dall’Europarlamento.

La Commissione ha invece scelto una formulazione diversa. Il testo approvato riconosce che esiste un consumo di alcol dannoso, soprattutto quando è caratterizzato da comportamenti compulsivi, ma lo tiene distinto da un’assunzione moderata. Il fronte compatto degli europarlamentari del Partito popolare europeo è stato decisivo per respingere l’impostazione più rigida.


Nessun avviso sanitario sulle bottiglie

Tra gli elementi confermati dal voto c’è anche l’assenza, nel documento esaminato, di indicazioni come “nuoce gravemente alla salute” da applicare alle etichette del vino. Gli avvertimenti sarebbero stati modellati su quelli utilizzati da anni per i prodotti del tabacco, ma al momento non fanno parte del nuovo piano europeo.

La decisione non elimina il tema dei rischi legati all’abuso di alcol, che resta richiamato nel testo attraverso il riferimento ai consumi dannosi. Stabilisce però un criterio differente rispetto all’ipotesi di trattare allo stesso modo ogni forma di consumo, una distinzione che l’Unione italiana vini considera un passo avanti nel confronto europeo.

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