Cittadinanza, la stretta arriva alla Camera: chi rischia lo stop
La proposta della Lega interviene su reati, conoscenza dell’italiano e revoca dello status già acquisito, con il voto parlamentare atteso oggi.
La proposta firmata dalla Lega porta alla Camera una revisione delle regole sulla cittadinanza. Il testo introduce ostacoli aggiuntivi per gli stranieri nati in Italia condannati per determinate categorie di reati e rende più ampio il perimetro dei casi in cui la cittadinanza può essere revocata.
Tra le novità figura anche l’estensione dell’obbligo di dimostrare una conoscenza dell’italiano almeno pari al livello B1 per chi presenta domanda attraverso il matrimonio o la naturalizzazione. La misura prevede inoltre che il giuramento venga pronunciato in italiano.
Rowenta
-20% sulle aspirapolveri da Rowenta
Reati, il percorso può interrompersi
Oggi chi è nato in Italia da genitori stranieri, ha mantenuto la residenza regolare senza interruzioni fino alla maggiore età e possiede gli altri requisiti può chiedere la cittadinanza con una dichiarazione, normalmente entro il compimento dei 19 anni.
Il nuovo testo aggiunge ulteriori cause ostative. Lo stop potrebbe scattare in presenza di condanne a pene detentive per delitti contro lo Stato o contro i diritti politici, oltre che per quei reati che possono già determinare la perdita della cittadinanza.
Una soglia specifica viene indicata per la produzione, il commercio o la detenzione illegale di sostanze stupefacenti, anche quando il reato è commesso da più persone. La stessa conseguenza è prevista per condanne relative a delitti aggravati da motivi di discriminazione o odio legati all’etnia, alla nazionalità, alla razza o alla religione, quando la pena supera i tre anni di reclusione.
Italiano obbligatorio in più procedure
La conoscenza della lingua non riguarderebbe più soltanto una parte dei richiedenti. Per le domande basate sul matrimonio o sulla naturalizzazione, la certificazione del livello B1 diventerebbe necessaria anche per chi ha sottoscritto l’accordo di integrazione o possiede un permesso di soggiorno dell’Unione europea per soggiornanti di lungo periodo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il provvedimento collega alla procedura anche il momento del giuramento, che dovrebbe essere svolto in lingua italiana. In questo modo, la proposta interviene sia sui requisiti documentali sia sulla formalità conclusiva dell’acquisizione della cittadinanza.
Più ampi i casi di revoca
La proposta non si limita a fissare nuovi limiti per chi deve ancora ottenere lo status. Il testo estende anche l’elenco dei reati che possono portare alla revoca della cittadinanza già concessa, secondo un impianto sostenuto dal deputato della Lega Igor Iezzi e illustrato dalla relatrice Simona Bordonali.
Matteo Salvini ha definito l’intervento una battaglia del partito. Giovedì scorso, il leader della Lega ha spiegato: «Non solo per togliere la cittadinanza e il permesso di soggiorno agli stranieri che commettono gravi reati, ma per non darla ai minorenni che vengono arrestati per spaccio di droga, perché noi vogliamo le persone per bene, non gli spacciatori».
Il voto della Camera è atteso oggi. Sarà quindi il passaggio parlamentare a stabilire se le nuove condizioni su condanne, lingua e revoca potranno proseguire il loro iter.
Continua a leggere
Brasile, l’algoritmo finisce sotto accusa: la stretta su Meta
Nel voto presidenziale brasiliano, il Tribunale supremo elettorale ordina alla piattaforma neutralità nella diffusione dei contenuti e impone una sanzione quotidiana
Piazze e sicurezza, la stretta sui minorenni è ancora un rebus
Palazzo Chigi valuta arresto in flagranza differita e fermo preventivo, ma entrambe le soluzioni presentano ostacoli giuridici, operativi e politici.
Macron respinge le dimissioni dopo gli scontri: Nunez resta al suo posto
Il ministro dell’Interno francese ha riconosciuto gravi errori nella gestione delle proteste, ma il presidente ha scelto di non accettare il suo passo indietro.
Cinque mesi dopo l’aggressione sul bus, la donna non ce l’ha fatta
Fatiha El Afghani è deceduta in ospedale dopo l’attacco del 9 maggio: il marito, già sottoposto al divieto di avvicinamento, era stato arrestato tre giorni dopo