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Attualità 1 min di lettura37 min fa

Cisgiordania, due altoatesini fermati: per loro scatta il divieto d’ingresso

Manuel Tartarotti e il padre Alberto erano impegnati in attività umanitarie a Masafer Yatta: la polizia israeliana li accusa di terrorismo.

Il caso riguarda due cittadini italiani indicati dai media israeliani come attivisti stranieri, padre e figlio, fermati mentre partecipavano alla raccolta delle olive vicino ad At-Tuwani. Per entrambi è stato disposto il divieto di ingresso in Israele e, dopo il trattenimento, è arrivata l’espulsione.

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Il racconto del fermo

Manuel Tartarotti, 35 anni, ha riferito che lui e il padre Alberto, 67, sono stati bloccati dopo un controllo dei documenti. «La polizia israeliana ci ha chiesto i documenti, poi hanno preso me e mio padre, ci hanno bendati e caricati su un furgone militare. Non ci hanno detto dove ci portavano», ha raccontato.

Nel suo resoconto, Manuel ha aggiunto di essere stato colpito nella parte posteriore del veicolo. Ha detto di non sapere quale sarebbe stata la destinazione e di aver temuto per ciò che poteva accadere durante il trasferimento.

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Accusa e allontanamento

I due altoatesini si trovavano nella zona di Masafer Yatta, in Cisgiordania, per motivi umanitari. La polizia israeliana li ha accusati di «terrorismo» e li ha trattenuti per più di 24 ore prima di procedere con l’espulsione.

Il provvedimento prevede anche che Manuel e Alberto Tartarotti non possano entrare in Israele. L’arresto è stato collegato dalle autorità alla loro presenza nei pressi del villaggio di At-Tuwani, dove erano impegnati nella raccolta delle olive.

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