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Attualità 2 min di lettura6 ore fa

Cioccolato Lindt, prezzi giù: il 2026 parte con una frenata

Il gruppo svizzero prepara ribassi per Natale e da gennaio, mentre riduce ancora le aspettative sulle vendite tra consumi deboli e costi del cacao in calo.

Il mercato ha reagito con preoccupazione alle nuove indicazioni di Lindt. Il gruppo svizzero del cioccolato ha annunciato una revisione delle proprie strategie commerciali e ha ridotto per la seconda volta nel 2026 l’obiettivo di crescita delle vendite, risentendo della prudenza dei consumatori europei.


Ribassi in arrivo sugli scaffali

La prima riduzione riguarda i prodotti destinati al periodo natalizio. Dal mese di gennaio, invece, il calo dei listini dovrebbe estendersi all’intero assortimento, secondo quanto spiegato martedì dall’amministratore delegato Adalbert Lechner durante un incontro con la stampa.

La scelta punta a sostenere gli acquisti in Germania, Svizzera e Austria, mercati nei quali la domanda si è indebolita e i clienti mostrano una maggiore attenzione al prezzo. Il settore ha inoltre subito gli effetti delle temperature elevate dell’estate, che hanno frenato le vendite di cioccolato in diverse aree d’Europa.


Stime dimezzate e titolo sotto pressione

Per il 2026 Lindt ora prevede una crescita organica delle vendite compresa tra lo 0% e il 2%. La precedente previsione indicava un aumento dal 4% al 6%; l’obiettivo era già stato corretto verso il basso a marzo.

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La reazione degli investitori è stata immediata: nelle prime contrattazioni alla Borsa di Zurigo, il titolo è arrivato a perdere l’8%, registrando la flessione giornaliera più ampia dalla precedente revisione delle stime. Alla chiusura di lunedì, le azioni avevano già lasciato sul terreno più di un quarto del loro valore dall’inizio dell’anno.


Il piano per rilanciare i volumi

Nonostante il ridimensionamento delle previsioni, Lindt conta di ottenere nel prossimo esercizio una «crescita positiva dei volumi». Lechner ha collegato questa possibilità alla diminuzione dei prezzi del cacao e a nuovi investimenti destinati a rafforzare il marchio.

Il gruppo dovrà quindi cercare un equilibrio tra prezzi più accessibili, recupero delle quantità vendute e pressione sui margini. La strategia arriva in una fase segnata dalla fiducia debole delle famiglie e dalle difficoltà climatiche che hanno pesato sull’intero comparto dolciario europeo.

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