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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Cina, il Pil sorprende: meno spazio per nuovi stimoli

Nel terzo trimestre la crescita ha raggiunto il 4,5%, sostenuta soprattutto dalle vendite all’estero, mentre consumi, investimenti e mattone restano sotto pressione.

La Cina ha registrato un’espansione economica superiore alle attese tra luglio e settembre, con un risultato che rafforza la possibilità di centrare il traguardo fissato da Pechino per l’intero anno. Il dato, tuttavia, non cancella le fragilità interne e potrebbe rendere meno probabile il ricorso a nuove misure di sostegno monetario.

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Il risultato supera le previsioni

Nel terzo trimestre il prodotto interno lordo è aumentato del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, contro il 4,3% del trimestre precedente. Gli analisti consultati da Bloomberg avevano indicato una stima mediana del 4,4%.

Da gennaio a settembre l’incremento complessivo è arrivato al 4,6%. Il valore si colloca così all’interno della fascia individuata dal governo per la crescita annuale, compresa tra il 4,5% e il 5%, aumentando le possibilità che l’obiettivo venga raggiunto.


Esportazioni forti, domanda interna fragile

A sostenere l’economia sono state soprattutto le esportazioni, favorite dal ciclo internazionale di investimenti legato all’intelligenza artificiale. Il quadro interno appare invece meno solido: i consumi delle famiglie rimangono deboli e gli investimenti continuano a diminuire.

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Nei primi nove mesi dell’anno gli investimenti hanno segnato una contrazione del 7,2%, uguale a quella rilevata nel periodo gennaio-agosto. Anche il mercato del lavoro ha rallentato e il settore immobiliare resta alle prese con una crisi che prosegue da diversi anni.


A settembre segnali misti

La produzione industriale ha accelerato al 5,5% su base annua, in linea con le attese. Più marcato del previsto è stato invece il recupero delle vendite al dettaglio, cresciute dell’1,1% dopo il più 0,4% di agosto.

Al netto delle automobili, le vendite hanno registrato un aumento del 3,9% rispetto a un anno prima: si tratta del ritmo più elevato dall’ottobre 2025. Il miglioramento dei consumi non è però sufficiente a compensare la debolezza degli investimenti e le difficoltà del comparto immobiliare, lasciando l’economia cinese ancora divisa tra la spinta esterna e una domanda interna poco vivace.

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