Ceuta, Roma e Madrid frenano: niente nuova stretta su Schengen
I ministri dell’Interno di Italia e Spagna hanno scelto di non prolungare la sospensione, rafforzando però la collaborazione tra le autorità dei due Paesi.
Italia e Spagna non intendono estendere ulteriormente la sospensione delle regole Schengen introdotta dopo l’arrivo massiccio di migranti a Ceuta. L’intesa è stata raggiunta dai ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska durante un colloquio telefonico, seguito al confronto tra Giorgia Meloni e Pedro Sánchez a margine del Consiglio europeo.
La scelta arriva dopo una nuova valutazione della situazione e prevede, parallelamente, un incremento della condivisione delle informazioni. L’obiettivo indicato dai due governi è mantenere elevato il livello di sicurezza all’interno dello spazio comune, senza procedere con un’ulteriore proroga dei controlli sui collegamenti tra Italia e Spagna.
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La decisione dopo il confronto politico
Il contatto tra Piantedosi e Grande-Marlaska si è svolto dopo l’incontro dei due capi di governo europei. Il dialogo tra i ministri ha consentito di definire l’orientamento comune sulla gestione delle frontiere e sul ritorno al normale funzionamento dell’area Schengen.
Roma e Madrid hanno collegato la fine della sospensione a una cooperazione più stretta sul piano informativo. Le autorità dei due Paesi continueranno quindi a scambiarsi dati e segnalazioni, così da accompagnare la decisione con strumenti ritenuti necessari per la tutela della sicurezza condivisa.
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I controlli erano già stati prorogati
La questione era emersa dopo che, il 15 settembre, l’Italia aveva esteso per altri 15 giorni le verifiche alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. Madrid aveva adottato una misura analoga, annunciando controlli sui viaggiatori in arrivo dall’Italia fino all’8 ottobre.
L’origine della crisi risale alla fine di luglio 2026, quando Ceuta, enclave spagnola situata sulla costa nordafricana, fu interessata dall’arrivo in massa di migranti dal Marocco. Il primo provvedimento italiano era scattato l’1 agosto, con la sospensione temporanea delle norme Schengen e l’introduzione di controlli mirati nei collegamenti aerei e marittimi. La misura aveva provocato tensioni diplomatiche tra Roma e Madrid, ora seguite da un’intesa per non prolungare la stretta.
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