Ceuta, il messaggio di Macron: solidarietà sì, ma frontiere più forti
Durante la visita in Spagna, il presidente francese ha sostenuto Madrid sulla crisi migratoria e invocato un’applicazione rigorosa del Patto europeo su asilo e immigrazione.
Gli arrivi a Ceuta hanno riportato in primo piano la gestione europea dei confini. Dopo l’ingresso di circa 80mila persone a fine luglio, almeno 10mila risultano ancora nell’enclave spagnola: una situazione per la quale Emmanuel Macron ha manifestato il sostegno della Francia a Madrid, chiedendo però anche misure più incisive per la protezione delle frontiere comuni.
Il presidente francese ha affrontato il tema durante la visita di Stato in Spagna, accanto al primo ministro Pedro Sanchez, nel corso della conferenza stampa congiunta alla Moncloa. La posizione espressa da Macron tiene insieme due esigenze: assistenza e responsabilità nella gestione dei flussi, senza rinunciare al controllo dei confini esterni dell’Unione europea.
Ceuta riporta il tema al centro
Macron ha definito la solidarietà verso la Spagna un principio essenziale di fronte alla crisi che ha coinvolto Ceuta. Allo stesso tempo, ha sostenuto che i Paesi europei debbano agire secondo un criterio condiviso, evitando che la risposta all’emergenza si limiti a interventi nazionali separati.
«Condividiamo lo stesso impegno per trovare un equilibrio tra responsabilità e solidarietà», ha detto il capo dell’Eliseo durante l’incontro con Sanchez. A suo giudizio, questo bilanciamento è il cardine dell’attuazione del Patto su asilo e immigrazione, approvato per coordinare le politiche degli Stati membri.
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Rimpatri e frontiere comuni
Per il presidente francese, l’Europa deve rendere più efficace la difesa dei propri confini senza allontanarsi dalle norme comunitarie e dai valori condivisi. Macron ha indicato questo equilibrio come l’unica strada realmente utile e ha chiesto di proseguire nella ricerca di «soluzioni ferme per proteggere le nostre frontiere comuni».
Un passaggio specifico ha riguardato i rimpatri. Secondo Macron, l’Unione dovrebbe sfruttare tutti gli strumenti disponibili nei rapporti con i Paesi di transito e con quelli d’origine, mantenendo una linea rigorosa ma anche solidale. La fermezza, ha aggiunto, deve restare compatibile con la storia comune europea e con i valori sui quali si fonda l’Unione.
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