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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Catania, Airbus Air Arabia passa a 12 metri dal mare

Il rapporto Ansv ricostruisce l’errore del 20 settembre 2025: l’aereo ha sfiorato l’acqua durante il decollo

Un Airbus A320 di Air Arabia ha rischiato di precipitare nel Mediterraneo durante il decollo da Catania, il 20 settembre 2025. L’aereo è passato a circa 12 metri e mezzo dalla superficie del mare prima che l’equipaggio riuscisse a correggere la traiettoria.

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Gli errori nella cabina

La dinamica è stata ricostruita nel rapporto conclusivo dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv). Secondo il documento, l’incidente è stato determinato da una combinazione di fattori umani: il comandante ha trascurato gli allarmi e l’assenza di alcuni parametri essenziali, mentre il copilota non ha reagito con sufficiente decisione.

A complicare la situazione ha contribuito anche un’illusione visiva provocata dal buio completo. La manovra correttiva è arrivata all’ultimo momento, evitando lo schianto per una frazione di secondo. A bordo si trovavano soltanto i due piloti e quattro assistenti di volo.


La sosta prima della partenza

Il velivolo era arrivato da Casablanca alle 22.51 e avrebbe dovuto proseguire verso Amman per una manutenzione programmata. La permanenza all’aeroporto di Fontanarossa era prevista in appena 53 minuti.

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Durante i controlli, il comandante, 47 anni e con oltre 14 mila ore di volo, ha individuato un problema nel piano operativo: Palermo risultava indicata come aeroporto alternato per un’eventuale emergenza, una scelta ritenuta non adatta a una rotta diretta verso il Medio Oriente.


Le comunicazioni con la torre

Per sostituire Palermo con Il Cairo sono serviti circa 40 minuti di telefonate con la centrale operativa. Il ritardo ha ridotto ulteriormente il tempo disponibile per completare le procedure prima della chiusura dello scalo.

La torre di controllo di Catania ha invitato per due volte l’equipaggio ad accelerare le operazioni, ricordando che l’aeroporto avrebbe chiuso a mezzanotte. I piloti hanno sostenuto di non essere stati informati in precedenza dell’orario limite.

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