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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Cassazione, sì al referendum su educazione affettiva a scuola

Il quesito contro la legge 104 del 2026 attende ora il giudizio della Corte costituzionale

La Corte di Cassazione ha dato il via libera al quesito referendario contro la legge 104 del 2026 sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

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Il giudizio ancora atteso

L’ammissibilità definitiva dovrà essere valutata dalla Corte costituzionale. Soltanto dopo questo esame sarà possibile stabilire se la consultazione potrà arrivare alle urne e se i promotori dovranno mobilitare gli elettori per raggiungere il quorum previsto.

Il comitato promotore punta a trasformare il via libera appena ottenuto in una campagna nazionale. L’obiettivo dichiarato è coinvolgere associazioni, docenti, studenti, operatori sanitari e organizzazioni del terzo settore attraverso incontri e iniziative di informazione.


Il sostegno politico da definire

Partito democratico e Movimento 5 stelle hanno già contestato la legge, ma non è ancora chiaro se aderiranno formalmente alla campagna referendaria. Il loro eventuale impegno dovrà essere definito nei prossimi passaggi.

Il comitato ha rivendicato il risultato dopo le obiezioni iniziali sulla possibilità di presentare il quesito. «Ci avevano detto che non si poteva fare, che c’erano ostacoli burocratici impossibili da superare», hanno scritto i promotori, ringraziando quanti hanno sottoscritto e sostenuto l’iniziativa.


Cosa prevede la legge 104

La norma contestata impone il consenso informato preventivo dei genitori per le attività scolastiche dedicate a temi sessuali o affettivi. Nelle scuole dell’infanzia e nelle primarie, inoltre, questo tipo di percorso didattico è vietato.

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Per gli altri livelli scolastici, la dirigenza deve ottenere dalle famiglie un documento firmato con almeno sette giorni di anticipo. La comunicazione deve precisare obiettivi, argomenti e strumenti didattici impiegati; senza l’autorizzazione, l’alunno non può prendere parte alle attività.

Quando le iniziative si svolgono fuori dall’orario ordinario, è prevista la possibilità di non frequentarle. Nel caso dei progetti destinati ad ampliare l’offerta formativa, invece, l’istituto deve predisporre un’attività sostitutiva.


Quando potrebbe svolgersi il voto

Il comitato chiede di collegare il referendum alla prima tornata delle amministrative della primavera 2027, così da condividere, dove possibile, gli adempimenti e contenere i costi organizzativi. La programmazione dipenderà però anche dall’eventuale calendario delle elezioni nazionali.

In caso di scioglimento anticipato delle Camere, l’articolo 34 della legge 352 del 1970 stabilisce che i referendum già convocati vengano sospesi e rinviati dopo l’insediamento del nuovo Parlamento, con il riavvio dei termini fissati dalla normativa. Se si votasse prima per le politiche, la consultazione potrebbe quindi non tenersi nella primavera 2027. Un eventuale appuntamento nel 2028 sarebbe legato alle date delle elezioni e alla conclusione dell’iter referendario.

L’abrogazione, se approvata dagli elettori, cancellerebbe le disposizioni della legge 104 senza introdurre automaticamente una nuova disciplina sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole.

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