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Attualità 1 min di lettura3 giorni fa

Caso Regeni, la sentenza divide: tre condanne e un’accusa cancellata

A Roma tre agenti egiziani ricevono dieci anni per il sequestro di Giulio Regeni, mentre l’imputazione per omicidio cade e un quarto ufficiale viene assolto.

La decisione del tribunale di Roma chiude un passaggio centrale del processo sulla morte di Giulio Regeni con un esito articolato: tre 007 egiziani sono stati condannati a dieci anni per il sequestro, ma non è arrivata una condanna per omicidio. Un quarto agente, invece, è stato assolto.


Tre condanne, ma senza omicidio

Il procedimento ha riconosciuto la responsabilità dei tre imputati per il rapimento del ricercatore italiano al Cairo. La pena stabilita è di dieci anni per ciascuno, mentre l’accusa più grave, quella legata all’omicidio di Regeni, è caduta.

La sentenza è stata pronunciata a Roma e lascia quindi distinto il piano del sequestro da quello della morte del giovane. Per il quarto agente coinvolto nel processo è arrivata l’assoluzione.

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I genitori chiedono una svolta

I genitori di Giulio hanno accolto il verdetto definendolo «Una vittoria», pur accompagnando la loro reazione con una richiesta politica rivolta al governo italiano.

Secondo i familiari, adesso l’esecutivo dovrebbe interrompere i rapporti con Al-Sisi. La loro posizione lega dunque il risultato giudiziario alla necessità, da loro sostenuta, di una presa di distanza dalle autorità egiziane.

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