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Attualità 1 min di lettura4 ore fa

Caro-prezzi, stipendi in affanno: Bolzano paga il conto più salato

In dieci anni l’inflazione ha corso più delle retribuzioni, lasciando le città italiane con un potere d’acquisto ridotto.

Tra il 2015 e il 2025 gli stipendi sono aumentati del 14,2%, ma nello stesso periodo il costo della vita è cresciuto del 22,6%. Il divario di 8,4 punti percentuali ha quindi ridotto il valore reale delle retribuzioni.


L’inflazione corre più degli stipendi

L’incremento delle buste paga non è riuscito a compensare l’aumento generalizzato dei prezzi. Per chi ha mantenuto lo stesso reddito, la capacità di acquistare beni e servizi si è così assottigliata nel corso del decennio.

Il confronto tra l’andamento delle retribuzioni e quello del carovita evidenzia una perdita di potere d’acquisto, con differenze territoriali tra i vari capoluoghi.

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Bolzano è la città più penalizzata

Tra i capoluoghi del Nord, Bolzano registra la contrazione maggiore del potere d’acquisto. È il risultato più sfavorevole nella graduatoria territoriale considerata dal dossier.

All’estremo opposto si trova Torino, che tra le città settentrionali è quella in cui il potere d’acquisto si è ridotto meno. Anche nel suo caso, tuttavia, la crescita dei prezzi ha superato quella delle retribuzioni.

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