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Attualità 1 min di lettura19 min fa

Capelli rasati e l’elemosina: i ricordi della psicoterapeuta Andreoli

La 47enne ripercorre gli anni a Busto Arsizio, il rapporto con i genitori e la percezione di sentirsi diversa

Stefania Andreoli ha raccontato la propria adolescenza anticonformista e alcuni passaggi dolorosi della sua vita. La psicoterapeuta, oggi 47enne, ha ricordato anche la morte del fidanzato, avvenuta quando lui aveva 21 anni.

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Il giudizio degli adulti

Nel corso dell’intervista, Andreoli ha riflettuto sulla fragilità dei genitori e sulle difficoltà degli adulti nel riconoscere i propri limiti. «Noi genitori siamo fragili e in questo non c’è niente di male», ha spiegato, osservando che spesso questa vulnerabilità viene nascosta proprio ai figli.

Secondo la psicoterapeuta, negare le proprie debolezze impedisce agli adulti di assumersi la responsabilità delle loro inadeguatezze. La sua analisi nasce anche dall’esperienza personale e da un’infanzia vissuta con la sensazione di essere fuori posto.


Gli anni del punk a Busto

Da ragazza Andreoli aveva scelto un’immagine lontana dalle aspettative familiari: capelli rasati, catene, lucchetti e spille da balia. A Busto Arsizio arrivò anche a sedersi per terra in centro per chiedere l’elemosina, una provocazione che i genitori faticavano ad accettare.

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«Sono sempre risultata molto antipatica, fin da bambina», ha detto parlando della reputazione costruita negli anni. La donna ha raccontato di essere apparsa spesso altezzosa agli altri e di avere poi trasformato quella caratteristica in un tratto della propria identità.


Una bambina fuori posto

Andreoli ha descritto se stessa come una bambina portata a formulare pensieri insoliti. Con il tempo, quella disposizione le è stata utile e le ha permesso di osservare le persone e le situazioni da una prospettiva personale.

Anche il nome contribuiva a farla sentire diversa: nell’asilo frequentato a Busto Arsizio molte compagne si chiamavano Chiara, mentre lei percepiva la propria identità come distante da quella del gruppo. Il ricordo di quegli anni si intreccia con il rapporto complesso con i genitori e con il dolore per la perdita del fidanzato.

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