Brasile, piazze e foreste mostrano che cambiare è possibile
Manifestazioni e risultati elettorali in diversi Paesi vengono letti come segnali contro l’idea che non esistano alternative
Le proteste e alcuni risultati elettorali maturati in diversi Paesi hanno mostrato, secondo Slow Food, che un’altra strada è possibile.
GioiaPura
-15% su tutto da GioiaPura
Il sostegno ai movimenti
L’associazione si schiera con l’Amazzonia, i Popoli Indigeni, i movimenti sociali, i contadini, le comunità emarginate e gli studenti. Il sostegno riguarda anche chi chiede pacificamente di poter restare nella propria terra, studiare, lavorare in sicurezza e ricevere un reddito alla fine del mese.
Slow Food affianca inoltre le popolazioni che subiscono gli effetti più duri della crisi climatica e rivendicano un futuro di pace. La posizione dell’organizzazione è che un diverso modello di società sia già sostenuto dalle mobilitazioni in corso.
Un modello da abbandonare
Il pianeta, descritto nel testo come una realtà di grande bellezza, ha visto negli ultimi 150 anni affermarsi un sistema di sviluppo che ha danneggiato gli ecosistemi e messo sotto pressione anche la convivenza umana. Per Slow Food, la direzione può essere modificata subito.
L’idea che non esistano alternative viene contestata attraverso l’esempio delle crisi ambientali, sociali, economiche, alimentari e militari. Non sarebbero eventi scritti dal destino, ma conseguenze di decisioni umane errate: proprio per questo, sostiene l’associazione, altre decisioni possono correggerne gli effetti.
Le piazze contro l’inevitabile
La tesi del cosiddetto «non c’è alternativa», associata a Margaret Thatcher, viene definita una costruzione utile a presentare come obbligata una sola visione del mondo. Secondo l’analisi, questa narrazione spinge chi vive in condizioni difficili a considerare immutabili i rapporti di forza.
Il testo respinge anche l’idea che il pensiero umano possa essere sostituito da sistemi informatici alimentati proprio dalle conoscenze prodotte dalle persone. Le scelte collettive, si sostiene, hanno invece la capacità di influire sugli avvenimenti e di contrastare ciò che appare ingiusto, pericoloso o disumano.
Manifestazioni di dissenso hanno attraversato Spagna, Francia e Italia. In India, milioni di studenti riuniti nel cosiddetto «movimento degli scarafaggi» hanno contribuito alle dimissioni del ministro dell’Istruzione, accusato di una vasta fuga di informazioni e della presunta vendita delle domande per l’accesso a Medicina.
In Serbia la lista degli studenti ha prevalso sulla destra di Vucic. In Brasile, invece, Luiz Inácio Lula da Silva ha battuto il figlio di Jair Bolsonaro.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Il caso della foresta amazzonica
Il risultato brasiliano viene collegato alla tutela della foresta pluviale del Rio delle Amazzoni, area che concentra una parte molto ampia delle foreste tropicali mondiali. Questi ecosistemi ospitano una biodiversità elevata e assorbono anidride carbonica, contribuendo a contenere il riscaldamento del pianeta.
Durante i quasi quattro anni della presidenza Lula, la deforestazione è diminuita in modo marcato. Il governo ha indicato una riduzione del 71% dal 2023; nell’ultimo anno il calo è stato vicino al 42%, portando il disboscamento al livello più basso dall’avvio dei rilevamenti sistematici nel 1988.
Sotto Jair Bolsonaro, predecessore di Lula e padre del candidato sconfitto a ottobre, la perdita di foresta era invece cresciuta del 60% rispetto al periodo precedente. Ogni anno venivano distrutti circa 10mila chilometri quadrati, con un massimo di 13mila nel 2021, anche per lasciare spazio a miniere, pascoli, coltivazioni estensive di soia e operazioni immobiliari.
Nel 2022 il ritmo stimato era di 21 alberi abbattuti ogni secondo. Alcuni testimoni hanno inoltre riferito che gruppi armati si sarebbero posizionati vicino ai territori indigeni, confidando nella vittoria del figlio di Bolsonaro e preparandosi a occuparli con la forza.
Clima e decisioni politiche
Negli anni Novanta la foresta amazzonica eliminava dall’atmosfera tra uno e due miliardi di tonnellate di anidride carbonica ogni anno. Oggi la capacità stimata è scesa a circa 300 milioni di tonnellate, un dato che mostra quanto le conseguenze locali abbiano effetti oltre i confini brasiliani.
Alluvioni, frane e altri eventi estremi vengono ricondotti alla crisi climatica, compresi i disastri che hanno colpito l’Emilia-Romagna nel 2023 e la frana di Niscemi del 2026, provocata dalle piogge del Ciclone Harry. Il testo considera irresponsabile la prosecuzione di un sistema che consuma risorse naturali senza proteggere persone, acqua, aria, suolo e biodiversità.
Naomi Klein ha ripreso una frase di Primo Levi: «Ogni era ha il suo fascismo». Nel testo l’espressione «fascismo apocalittico» viene riferita a posizioni sostenute da soggetti dotati di enorme potere economico, capaci di legare la paura per il futuro alle proprie idee politiche.
Insicurezza alimentare, guerre, resistenza agli antibiotici e catastrofi climatiche alimentano una condizione di minaccia per le persone. La risposta, secondo Slow Food, non può consistere nel rendere inabitabile la Terra per poi cercare un altro pianeta da sfruttare.
Continua a leggere
Alla Camera possibile voto su Hegseth per l’impeachment
Thomas Massie prepara la mozione, diversi repubblicani prevedono il via libera dopo la sconfitta alle elezioni di metà mandato
Volo Dublino-Roma, allarme bomba e atterraggio a Évreux
L’Airbus è stato indirizzato verso una base militare francese; l’ufficio di Sébastien Lecornu segue gli accertamenti.
Elezioni Usa, i democratici avanzano: Trump cerca colpevoli
Il voto di martedì penalizza i repubblicani, mentre il presidente difende la guerra all’Iran e pensa alla Casa Bianca
Capelli rasati e l’elemosina: i ricordi della psicoterapeuta Andreoli
La 47enne ripercorre gli anni a Busto Arsizio, il rapporto con i genitori e la percezione di sentirsi diversa