Caorle, viaggio tra vigne, laguna e percorsi in bici
Dalle cantine ai casoni, un itinerario nell’entroterra veneto tra miele, birra, pesce e tradizioni marinare
Caorle propone un itinerario tra campagna, laguna e produzioni locali, con quasi 80 chilometri da percorrere in bicicletta.
Nel centro storico spicca il Duomo di Santo Stefano, costruito nel 1038 e caratterizzato da forme romaniche con richiami bizantini. Poco distante si trova il campanile cilindrico dell’XI secolo, alto 42 metri e leggermente inclinato verso est.
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Il borgo e la laguna
La passeggiata conduce fino alla chiesa della Madonna dell’Angelo, affacciata sul mare e legata alla devozione dei pescatori. L’edificio attuale fu realizzato nel 1751 per iniziativa del vescovo Francesco Trevisan Suarez, che fece ricostruire la precedente chiesa secondo un progetto più ampio, con una sola navata e un portico elegante.
Tra le acque della laguna si incontrano i casoni, costruzioni tradizionali in legno e canna palustre dove un tempo abitavano i pescatori con le loro famiglie. Sono visibili lungo la ciclabile, ma anche durante le escursioni in motonave o a bordo di un bragozzo, imbarcazione scelta per visitare questo ambiente.
Il paese conserva l’aspetto di un antico villaggio di pescatori, con le calli e le abitazioni dipinte di giallo, arancione e azzurro. Rio Terrà, oggi area pedonale, porta nel nome il ricordo del canale che un tempo attraversava il centro e che fu successivamente interrato.
Pesce, ostriche e birra
Nella settimana della visita si svolgeva la festa organizzata dall’Associazione marinai e pescatori di Caorle alla Sacheta, la spiaggia della Madonnina accanto al Santuario della Madonna dell’Angelo. Il programma proponeva pesce fritto e alla griglia, musica e momenti conviviali sul lungomare, con il santuario illuminato nelle ore serali.
La tradizione ittica comprende anche l’ostrica venere di Orto di Mare, allevata in acque limpide tra la costa istriana e quella dalmata. Gli esemplari vengono periodicamente puliti dalle alghe e dai mitili e lasciati fuori dall’acqua per riprodurre l’effetto delle maree; il procedimento favorisce l’assorbimento di iodio e sali minerali.
Lungo il percorso verso l’Oasi naturalistica della Brussa, raggiungibile soltanto a piedi, si trova il birrificio agricolo artigianale B2O. La produzione avviene in una barchessa centenaria, a breve distanza dai campi dove cresce l’orzo distico “eraclea”, varietà antica capace di adattarsi ai terreni difficili esposti ai venti.
Vigne, miele e bonifiche
Un’altra tappa porta da Emanuele Marchesan, apicoltore che iniziò nel 1988 con un solo sciame destinato al consumo familiare. «Poi è arrivata la passione alle api e così incominciai ad aumentare il numero degli alveari, fino a possederne circa 300 tra arnie nomadi e stanziali», ha raccontato.
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Lo spostamento degli alveari in diverse zone d’Italia consente oggi di ottenere mieli di acacia, tiglio, castagno, melata di bosco, colza e girasole. La presenza delle api viene inoltre considerata un indicatore delle condizioni ambientali di un territorio.
A La Frassina, invece, una parte dei vigneti si trova sotto il livello del mare. Lucia Pasti ha accompagnato la visita tra i filari, raggiunti a bordo di un trattore, e poi nella cantina, dove i vini vengono presentati insieme alle caratteristiche minerali e aromatiche legate ai terreni della bonifica. L’azienda segue pratiche di viticoltura sostenibile certificate SQNPI.
La tenuta consente anche di fermarsi a pranzo e degustare le proprie etichette. Intorno, tra i canali della laguna e le macchine agricole al lavoro, il paesaggio conserva i segni di una campagna ancora produttiva.
Ca’ Corniani, a circa 3 chilometri da Caorle, rappresenta uno dei principali punti di partenza dell’itinerario. La proprietà di Leone Alato Group si estende per 1.700 ettari coltivati ed è tra le più grandi tenute agricole del Veneto.
Nata nella seconda metà dell’Ottocento, la tenuta fu interessata nel 1879 dalla realizzazione di un impianto idrovoro, legato alla più grande bonifica privata mai compiuta in Italia. Le terre furono così rese coltivabili e il complesso divenne anche un centro abitato con case e servizi per le famiglie impiegate nei campi.
Oggi Ca’ Corniani è visitabile durante tutto l’anno. Qui si producono vino, miele, birra e olio, mentre una stazione per il noleggio delle biciclette permette di collegarsi a strade rurali e piste ciclabili per un percorso complessivo vicino agli 80 chilometri.
Il viaggio è promosso anche attraverso il marchio “Tipicamente Caorlotto”, nato per riunire produzioni, tradizioni, storia, cultura e natura del territorio. L’obiettivo è valorizzare esperienze che vadano oltre la stagione balneare e raccontino l’entroterra attraverso i suoi sapori e i suoi paesaggi.
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