Campo largo, la piazza radicale spinge a sinistra
Cortei Usb, studenti e area pro-Pal si mobilitano mentre i leader discutono programma, carovita e primarie
Le manifestazioni annunciate dall’Usb e dai movimenti studenteschi potrebbero accentuare la deriva radicale del centrosinistra. I cortei sono previsti oggi in numerose città, mentre il Pd non parteciperà ufficialmente alla mobilitazione.
GioiaPura
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Una protesta con molte anime
La giornata di sciopero dell’Usb unirà rivendicazioni sul costo della vita, scuola e guerra a Gaza. Alla mobilitazione dovrebbero aggiungersi gruppi dell’area pro-Pal e gli studenti del Movimento 17 ottobre, al cui interno convivono partecipanti pacifici e componenti disponibili allo scontro.
L’Usb ha anticipato la Cgil, che ha fissato il proprio sciopero generale al 20 novembre. Secondo l’analisi politica, la confusione tra le diverse iniziative sindacali e le precedenti manifestazioni sulla Palestina potrebbe aver favorito una partecipazione ampia, anche da parte di persone non pienamente consapevoli dei promotori.
Il Pd resterà fuori dall’appuntamento come partito, anche se alcuni esponenti vicini alle posizioni più movimentiste potrebbero essere presenti. La protesta, inoltre, non sembra indirizzata soltanto contro il governo guidato da Giorgia Meloni: i bersagli indicati comprendono definizioni generiche come liberismo e sionismo.
Il rischio degli scontri
Tra i partecipanti sono attesi gruppi riconducibili alla tradizione dei centri sociali e dell’estrema sinistra: Askatasuna a Torino, realtà antagoniste a Roma e movimenti di disoccupati a Napoli. Resta da capire se la componente democratica degli studenti riuscirà a mantenere il controllo delle piazze e a separarsi da chi intende violare le regole.
Le recenti giornate di disordini, soprattutto a Milano, hanno mostrato la presenza di frange ribelliste, anarchiche e nichiliste. A queste si aggiunge un estremismo diverso da quello novecentesco, caratterizzato anche da simpatie per Vladimir Putin, ostilità verso Volodymyr Zelensky e sfiducia nell’Unione europea.
Questa area, viene osservato, intercetta il malessere sociale senza trasformarlo in una proposta politica organica. La sua influenza potrebbe quindi risultare più ampia della sua consistenza numerica, soprattutto se gli episodi violenti finissero per spostare il dibattito lontano dai temi iniziali della protesta.
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Le trattative tra i leader
Nella stessa giornata Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli dovrebbero incontrarsi per discutere le prossime iniziative comuni. Il gruppo si era già riunito il 16 giugno all’Osteria Costanza, a Roma, con l’obiettivo di avviare il programma del centrosinistra e preparare due appuntamenti politici per l’8 e il 15 luglio; il primo si era concluso senza risultati, il secondo non si era tenuto.
Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di una manifestazione contro il carovita, da collocare tra gli altri scioperi generali. Il rischio, evidenziato nell’analisi, è che l’iniziativa raccolga meno partecipanti rispetto alle mobilitazioni sindacali già annunciate.
Le primarie restano invece un tema irrisolto. Giuseppe Conte vorrebbe accelerare, mentre Schlein pensa a metà marzo, dando per probabile un voto politico a maggio e preferendo evitare una consultazione troppo anticipata.
I moderati del centrosinistra
La sintonia tra una parte della piazza e i partiti progressisti potrebbe apparire utile sul piano elettorale. Tuttavia, l’analisi sostiene che l’avvicinamento alle posizioni più estreme rischi di restringere anziché ampliare il consenso.
A preoccupare, più della mobilitazione dei gruppi radicali, è la scarsa reazione dell’area moderata del centrosinistra. I suoi esponenti sembrano concentrati soprattutto sulla composizione delle liste e sulle rispettive posizioni interne, senza proporre un programma autonomo di riforme concrete per il Paese.
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