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Attualità 2 min di lettura56 min fa

Camera, l’Aula è quasi vuota: Giorgetti difende lo scostamento

Durante l’esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2026, il ministro dell’Economia ha illustrato la richiesta di maggiore flessibilità sui conti pubblici.

Pochi parlamentari hanno seguito in Aula l’intervento di Giancarlo Giorgetti sul Documento programmatico di finanza pubblica 2026. Tra i banchi della maggioranza risultavano presenti soltanto quattro deputati, inclusa la relatrice, mentre la Camera si preparava a esaminare anche la richiesta di scostamento di bilancio.


La battuta di Giorgetti sui banchi vuoti

L’assenza di numerosi deputati è apparsa evidente già durante la seduta di Montecitorio dedicata al provvedimento. La partecipazione è rimasta contenuta anche mentre prendeva la parola il ministro dell’Economia, chiamato a illustrare il contenuto del documento e le ragioni della richiesta collegata ai conti pubblici.

Ai cronisti che gli facevano notare il numero ridotto di parlamentari presenti, Giorgetti ha risposto con ironia: «Ma io c’ero». Il ministro ha accompagnato la battuta con un sorriso, riferendosi alla propria presenza in Aula nel momento dell’intervento.


Due voti con maggioranze diverse

Al termine dell’esame, la Camera è chiamata a votare due risoluzioni. La prima riguarda il Documento programmatico di finanza pubblica e richiede la maggioranza semplice; la seconda è collegata alla relazione sullo scostamento e deve invece ottenere la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea.

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Le votazioni sono previste dalle 12.30. La richiesta di maggiore margine di bilancio è legata all’attivazione della clausola di salvaguardia Nec per gli interventi destinati alla difesa e all’energia, secondo quanto illustrato dal ministro nel corso della discussione.


Giorgetti rivendica una scelta ponderata

Giorgetti ha presentato lo scostamento come una decisione meditata, pur riconoscendo che rappresenta un allontanamento dalla cautela richiamata in precedenza nella gestione dei conti. In Aula ha spiegato: «È un passo consapevole di scostamento rispetto alla linea di prudenza che ho richiamato».

Secondo il ministro, la misura è compatibile con un percorso volto a mantenere sostenibili la finanza pubblica e il debito italiano. Nel suo intervento ha inoltre sottolineato che tale sostenibilità sarebbe stata riconosciuta sia dalla Commissione sia dai mercati.

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