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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Buenos Aires, il Pride denuncia le aggressioni omofobe

Il corteo ha ricordato le violenze contro donne transgender e i dati record sugli omicidi registrati nel 2025.

Migliaia di persone hanno sfilato a Buenos Aires per il Pride, segnalando l’aumento delle violenze contro la comunità Lgbt+ prima della visita di Papa Francesco nella capitale argentina.

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Le violenze contro le transgender

Al centro della manifestazione sono finite le aggressioni contro alcune lavoratrici del sesso transgender avvenute nei primi giorni di novembre nel quartiere di Palermo. Le donne sono state assalite da più di cinquanta uomini in bicicletta, che hanno successivamente pubblicato le immagini dell’attacco sui social network.

Per il momento non risultano arresti. Il caso ha alimentato la denuncia dei manifestanti, che hanno richiamato anche i dati dell’Osservatorio nazionale sui crimini d’odio Lgbt+.


I dati sugli omicidi

Nel 2025, secondo l’Osservatorio, in Argentina sono stati conteggiati 80 omicidi riconducibili all’orientamento sessuale delle vittime. Si tratta del numero più alto dall’avvio della rilevazione, iniziata nel 2016.

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Le donne transgender risultano la categoria maggiormente colpita. Il messaggio scelto per il corteo ha legato la presenza nelle strade alla risposta alle discriminazioni: «Quando l’odio guadagna terreno, l’orgoglio nelle strade è un atto di resistenza».


Il corteo nel centro città

Quella di oggi è stata la 35ª manifestazione del Pride organizzata nella capitale. Il tragitto è stato ridisegnato per le disposizioni di sicurezza adottate in vista dell’arrivo del Papa.

Tra i partecipanti c’era Jesica Pintos, anestesista di 51 anni, arrivata con la moglie Luciana Burgos e il figlio di 5 anni. La donna ha spiegato di essere scesa in piazza per celebrare la libertà e ha dichiarato: «Ci emarginano, ci maltrattano, ci odiano; noi rispondiamo con l’amore, con progetti, con la famiglia e con questa festa».

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