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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Btp sotto pressione, ma il Fmi rilancia l’Italia: le nuove stime

Il Fondo monetario migliora le previsioni sul Pil italiano e mondiale, mentre segnala l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato dopo il 27 febbraio.

La notizia più favorevole per l’Italia arriva dalle previsioni sulla crescita, ma si accompagna a un campanello d’allarme sui conti pubblici. Il Fondo monetario internazionale ha infatti rivisto al rialzo le stime sul Pil nazionale per il 2026 e il 2027, mentre i rendimenti dei titoli decennali italiani hanno registrato una delle maggiori accelerazioni tra le principali economie.


Rendimenti, l’Italia resta sotto pressione

Dal 27 febbraio, data indicata nel rapporto in relazione all’avvio della guerra in Iran, i titoli di Stato francesi hanno segnato l’incremento più ampio dei rendimenti nominali: oltre 150 punti base. Al secondo posto si collocano i Btp italiani, con una crescita superiore a 125 punti base, davanti ai titoli statunitensi e britannici.

L’aumento dei costi di finanziamento riguarda molte economie avanzate. Silvana Tenreyro, direttrice del dipartimento Ricerca del Fondo, ha spiegato in un approfondimento istituzionale che l’indebitamento è diventato più oneroso per effetto delle pressioni sui prezzi, alimentate sia dalla domanda sia dall’offerta, oltre che dai rischi legati alla finanza pubblica.


Pil italiano, le stime migliorano

Per l’Italia il Fondo prevede un’espansione dello 0,8% nel 2026 e dello 0,6% nel 2027. Rispetto alle valutazioni diffuse in aprile e a quelle aggiornate a luglio, si tratta di un miglioramento di mezzo punto percentuale per ciascuno dei due anni: in precedenza le attese erano ferme rispettivamente allo 0,3% e allo 0,1%.

Le nuove indicazioni sono contenute nel rapporto sulle prospettive dell’economia mondiale, presentato durante il meeting annuale di Bangkok. Il documento descrive quindi un’economia italiana più resistente rispetto alle precedenti previsioni, anche se il quadro appare meno solido quando l’attenzione si sposta sulla dinamica dei rendimenti sovrani.

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Crescita mondiale in lieve recupero

Il Fondo ha portato al 3,1% la previsione di crescita globale per il 2026, dal 3% indicato nell’aggiornamento di luglio. Il ritmo resta tuttavia inferiore al 3,5% registrato nel 2025. Per il 2027 viene stimata una progressione stabile al 3,4%.

Anche l’area euro beneficia di una revisione positiva: la crescita attesa per il 2026 sale all’1,1%, con un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto alla precedente valutazione. Per il 2027 la previsione resta invece all’1,2%.


Germania in ripresa, Francia più debole

Tra i principali Paesi europei, la Germania riceve l’aggiustamento più significativo. La stima per il 2026 è stata innalzata di 0,6 punti, fino all’1,3%, mentre quella per il 2027 cresce di 0,1 punti e raggiunge l’1,1%.

Per la Spagna il Fondo prevede un aumento del Pil del 2,5% nel 2026, quattro decimi in più rispetto alle indicazioni di luglio, e conferma l’1,8% per l’anno successivo. La Francia segue invece una traiettoria opposta: la previsione scende allo 0,4% per il 2026 e allo 0,7% per il 2027, con una riduzione di 0,2 punti in entrambi i casi.

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