Bruxelles: Kiev deve accelerare sulle riforme per entrare nell’Ue
Bruxelles vede più vicini Montenegro, Albania e Moldova: Kiev deve accelerare sulle riforme e chiudere i negoziati entro il 2028
L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea prima del 2030 appare ormai irrealistico. Il rapporto sull’allargamento presentato dalla Commissione europea colloca Kiev dietro Montenegro, Albania e Moldova.
Ursula von der Leyen ha spiegato che il nuovo pacchetto offre ai candidati più avanzati indicazioni sulle prossime tappe. «Passo a passo, costruiamo un’Unione più forte e completa», ha dichiarato la presidente della Commissione europea.
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Moldova davanti a Kiev
La Commissione considera possibile l’apertura di tutti i capitoli negoziali sia per la Moldova sia per l’Ucraina, ma valuta più rapido il percorso del Paese guidato da Maia Sandu. Chisinau ha accelerato sulle riforme legate alla democrazia e allo stato di diritto, nonostante le pressioni esterne e le minacce ibride attribuite alla Russia.
Secondo Bruxelles, se l’attuale ritmo resterà invariato, la Moldova potrebbe terminare i negoziati entro l’inizio del 2028. L’obiettivo viene definito ambizioso, ma raggiungibile. Kiev e Chisinau, finora considerate sullo stesso piano, vengono quindi collocate su traiettorie temporali differenti.
Le riforme richieste all’Ucraina
Il rapporto riconosce i progressi compiuti dall’Ucraina anche durante la guerra e valuta positivamente il lavoro degli organismi indipendenti impegnati nella lotta alla corruzione. Restano però lacune nel rispetto dello stato di diritto e nella tutela delle minoranze nazionali, a partire da quella ungherese.
Per avvicinarsi all’obiettivo di concludere i negoziati entro la fine del 2028, Kiev dovrà aumentare il ritmo degli interventi. Anche rispettando questa tabella, tra la chiusura dei negoziati e l’adesione effettiva servirebbe almeno un altro anno per redigere, firmare e ratificare il trattato: da qui la previsione di un ingresso non anteriore al 2030.
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Montenegro e Albania più avanti
Il Montenegro è il candidato più vicino all’adesione. La Commissione ritiene possibile chiudere i negoziati entro la fine del 2026, completare il trattato nella primavera successiva e arrivare alla firma entro giugno 2027. Dopo le ratifiche dei 27 Stati membri, Podgorica potrebbe entrare nell’Unione nel 2028, diventando il 28esimo Paese aderente.
Il calendario resta subordinato all’assenza di veti. La Croazia ha già sollevato questioni bilaterali legate all’eredità della guerra nei Balcani, ma a Bruxelles si ritiene che tali contrasti non debbano bloccare il percorso.
L’Albania occupa il gradino successivo: ha completato quattro capitoli negoziali e punta a chiudere quelli restanti entro la fine del 2027. Tra le aree ancora da rafforzare figurano la giustizia, il contrasto alla corruzione e alla criminalità organizzata e la protezione dell’ambiente.
La Commissione ha inoltre richiamato le proteste che hanno attraversato il Paese nell’ultimo anno, definite la più ampia mobilitazione civica dalla transizione democratica. Se il programma procederà senza rallentamenti, Tirana potrebbe completare firma e ratifiche nel 2028 e aderire all’Ue nel 2029.
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