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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bruxelles congela per un anno le leggi sui social

La Commissione europea chiede agli Stati di attendere il regolamento comune sulla tutela digitale degli under 15

La Commissione europea ha deciso di sospendere per 12 mesi i progetti nazionali sui social destinati ai minori, in attesa delle norme comuni dell'Ue.

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Obblighi più severi per le piattaforme

Le piattaforme online di dimensioni molto grandi dovranno dimostrare che i loro servizi proteggono adeguatamente i minori e che la progettazione tiene conto del loro benessere. La proposta trasferisce così ai fornitori la responsabilità di provare la sicurezza dei propri sistemi, anziché lasciarla interamente alle autorità di controllo.

Anche i negozi digitali e i servizi usati dai minori dovranno adottare strumenti per accertare l'età degli utenti senza compromettere la riservatezza. Tra le soluzioni indicate figura l'applicazione europea per la verifica anagrafica, pensata per non conservare documenti d'identità o dati biometrici. Per i social e le piattaforme video, il controllo dovrebbe avvenire già durante la creazione dell'account.


Un anno senza nuove leggi nazionali

La scelta è stata illustrata da Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea, nel giorno in cui era atteso il parere sulla proposta dell'Austria, che punta a vietare i social agli under 14. Bruxelles ha comunicato che per un anno non darà seguito a iniziative nazionali sovrapposte alle future regole armonizzate.

Oltre all'Austria, notifiche legislative sono arrivate da Slovenia, Italia, Belgio e Francia. Regnier ha spiegato che soglie anagrafiche e prescrizioni differenti renderebbero molto difficile l'adeguamento delle piattaforme, con il rischio di ridurre invece di rafforzare le garanzie per i ragazzi. «Non intendiamo frammentare il mercato unico», ha ribadito il portavoce.


Il negoziato sul Kids Act

La Commissione vuole ora concentrare il confronto con Parlamento europeo e Consiglio sulla proposta di regolamento denominata EU Kids Act, approvata il 17 settembre. L'obiettivo indicato da Regnier è accelerare l'iter per arrivare a un sistema unico in tutta l'Unione.

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Il provvedimento riguarderà i servizi digitali frequentati dai minori: oltre ai social, sono compresi i siti per la condivisione di video, i videogiochi online, gli assistenti virtuali e i chatbot basati sull'intelligenza artificiale. L'accesso verrebbe graduato in base all'età dell'utente.


Le fasce d'età previste

Sotto i 13 anni l'uso dei social sarebbe escluso. Resterebbero disponibili i servizi video creati appositamente per i bambini, ma soltanto tramite un profilo controllato da un genitore o da un tutore.

Tra 13 e 14 anni sarebbe consentito entrare nelle piattaforme attraverso un account ridotto e amministrato da un adulto, con funzioni limitate e un tetto massimo di un'ora quotidiana. Dai 15 anni, invece, ogni ragazzo potrebbe aprire e gestire autonomamente il proprio profilo.


Impostazioni protettive predefinite

Il testo europeo chiede inoltre che i servizi digitali siano più prudenti già nelle impostazioni iniziali. Dovrebbero quindi ridurre i meccanismi capaci di favorire un uso prolungato, come lo scorrimento senza fine, i premi collegati all'attività e le notifiche inviate durante il riposo.

Per i profili dei minori sarebbe prevista la riservatezza automatica, insieme al blocco dei contatti non richiesti provenienti da sconosciuti. Le piattaforme dovrebbero anche rendere semplici il silenziamento e l'esclusione degli altri utenti.

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