Bruno Vespa torna sulla polemica con Sabrina Brizzola
Il conduttore ha riconosciuto i toni e difeso le contestazioni su abbandono scolastico, borse di studio e studentati.
Bruno Vespa è tornato ieri sera sulla discussione avuta in studio con Sabrina Brizzola, coordinatrice dell’Unione degli universitari. A una settimana dal confronto, il conduttore ha ammesso di avere usato espressioni troppo dure, senza però ritirare le proprie contestazioni sui dati citati dalla giovane.
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La replica di Vespa
Durante la puntata di Porta a Porta del 27 ottobre, Vespa ha spiegato di aver rivalutato la vicenda dopo avere letto le reazioni pubbliche. A suo giudizio, alcune critiche sono state sproporzionate rispetto al contenuto del confronto.
«Mi dispiace aver usato un tono forte», ha detto, collegando la propria reazione alla delusione provata per il fatto che una persona giovane, investita di un incarico rappresentativo, non avesse verificato alcuni numeri prima dell’intervento televisivo.
Il giornalista ha quindi distinto il giudizio sul modo in cui si è rivolto a Brizzola da quello sulle affermazioni discusse in trasmissione. Ha riconosciuto un passo indietro sul linguaggio, ma ha confermato la sua posizione nel merito.
I dati citati nel confronto
Tra i punti richiamati da Vespa c’è l’abbandono scolastico. Secondo il conduttore, il dato dell’8,2% avrebbe consentito all’Italia di raggiungere con cinque anni di anticipo l’obiettivo fissato dall’Unione europea.
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Sulle borse di studio, Vespa ha citato una copertura del 99,8% degli aventi diritto, attribuendo il dato alla documentazione dell’Andsu. Per gli studentati, invece, ha rinviato alla risposta fornita dal ministero durante la precedente discussione.
Lo scontro era nato quando Brizzola aveva definito ancora molto elevato il tasso italiano di abbandono scolastico. In quella circostanza aveva inoltre sostenuto che il Paese non garantisse tutte le borse universitarie e che gli atenei fossero penalizzati dalla riduzione dei finanziamenti.
L’appello ai giovani
Vespa ha infine allargato il discorso alla preparazione necessaria per partecipare al dibattito pubblico. Ha ricordato l’insegnamento ricevuto dai propri maestri: controllare le fonti prima di affrontare qualsiasi discussione.
«Mi farebbe piacere che i giovani si distinguessero, combattendo la loro legittima battaglia su dati di fatto reali», ha concluso il conduttore, ribadendo che le critiche alle decisioni della maggioranza sono legittime, ma devono poggiare su informazioni verificate.
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