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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Brasile, urne in bilico: Lula e Bolsonaro Jr al duello senza freni

A sette giorni dal ballottaggio, il confronto televisivo si trasforma in un attacco incrociato mentre i sondaggi indicano una sfida ormai quasi alla pari

Il margine tra Luiz Inácio Lula da Silva e Flavio Bolsonaro si è assottigliato fino a rendere imprevedibile il ballottaggio brasiliano. L’ultimo sondaggio Datafolha assegna al senatore il 51% delle preferenze e al presidente uscente il 49%: considerando l’errore statistico, i due risultano sostanzialmente appaiati.

La tensione è esplosa nel primo confronto televisivo tra i candidati, trasmesso domenica dagli studi dell’emittente Band a San Paolo. Invece di concentrarsi sui programmi, Lula e Bolsonaro hanno trasformato gran parte della serata in una sequenza di accuse personali, riferimenti giudiziari e provocazioni.

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Il voto resta sospeso sul filo

Il risultato del 4 ottobre aveva già smentito le previsioni della vigilia. Flavio Bolsonaro, 45 anni, aveva chiuso il primo turno con il 47% dei voti, precedendo di due punti Lula, che a 80 anni cerca di tornare alla presidenza per il quarto mandato non consecutivo.

La sfida finale si svolgerà una settimana dopo il dibattito, in un clima segnato dalle preoccupazioni degli elettori per sicurezza e prezzi. Bolsonaro ha insistito proprio sul costo della vita, chiedendo al pubblico: «Da quanto tempo non mettete della carne, un pezzo di carne, nel vostro congelatore?».


Accuse personali in diretta

Lula ha evocato i presunti rapporti del senatore con gruppi parapolizieschi attivi in diversi quartieri popolari di Rio de Janeiro. Per sottolineare la distanza dal rivale, il presidente ha fatto un passo di lato e ha spiegato di voler «prendere le distanze da un miliziano».

Bolsonaro ha risposto mostrando alla telecamera la parola «corrotto» scritta sulla mano. Il gesto richiamava la condanna subita da Lula per corruzione, che lo aveva portato in carcere tra il 2018 e il 2019 e che in seguito è stata annullata. Il senatore, inoltre, ha più volte imitato il dissenso alle spalle dell’avversario, scuotendo la testa mentre Lula parlava.

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I casi giudiziari entrano nella sfida

Il presidente uscente ha sollecitato chiarimenti su un’inchiesta relativa a presunte irregolarità nel finanziamento di un film dedicato a Jair Bolsonaro. Flavio non ha risposto alle domande e Lula lo ha liquidato con l’appellativo di «clown». Il candidato conservatore ha replicato richiamando un procedimento che riguarda il figlio del presidente, noto con il soprannome di Lulinha.

Anche Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni di carcere per tentato colpo di Stato, è stato più volte chiamato in causa. A una domanda del figlio sui detenuti che avrebbero votato Lula, il presidente ha reagito ironicamente invitando l’ex capo dello Stato a sostenerlo.


Piazze contrapposte, numeri diversi

La competizione si è riversata anche nelle strade. A San Paolo, sull’Avenida Paulista, una manifestazione a sostegno del candidato conservatore avrebbe raccolto circa 71.000 partecipanti secondo le stime di ricercatori dell’Università di San Paolo. Sara Machado, 36 anni, ha descritto un Paese in cui molti cittadini devono svolgere due o tre lavori per affrontare le spese quotidiane.

A Rio de Janeiro, invece, Caetano Veloso ha partecipato a un’iniziativa per la democrazia insieme a numerosi artisti sulla spiaggia di Copacabana. I ricercatori hanno calcolato circa 56.000 presenze. Alcuni bagnanti hanno anche composto il nome di Lula nell’acqua, mentre Marcel Bosa, 61 anni, ha definito questa «l’elezione più importante della storia del Brasile» e ha accusato Bolsonaro di appartenere a un gruppo familiare autoritario e fascista.

Nel dibattito, Lula ha infine contestato i rapporti della famiglia Bolsonaro con il presidente statunitense Donald Trump, ricordando i dazi imposti al Brasile. Il capo dello Stato ha accusato i suoi avversari di essere «traditori della patria», aggiungendo che la loro politica sarebbe subordinata agli interessi degli Stati Uniti.

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