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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Brasile, il voto si ribalta: Bolsonaro sfida Lula. Hilton fa la storia

Il 25 ottobre il ballottaggio per la presidenza, dopo un primo turno oltre le previsioni per il figlio di Jair Bolsonaro e il record ottenuto da Erika Hilton

Quaranta ore di lavoro distribuite su cinque giorni: è la proposta sostenuta in Parlamento da Erika Hilton, rieletta alla Camera brasiliana con quasi 1,6 milioni di preferenze. La deputata sta infatti promuovendo l’iniziativa del presidente Luiz Inácio Lula da Silva per ridurre l’attuale settimana lavorativa.

Il risultato elettorale ha rafforzato il suo peso politico. Hilton è diventata la donna più votata nella storia del Congresso brasiliano e ha moltiplicato per sei il consenso raccolto nel 2022, quando aveva conquistato il primo mandato con 256.903 voti.


Hilton amplia il suo primato politico

La parlamentare, esponente del Partito Socialismo e Libertà (PSOL) e rappresentante dello stato di San Paolo, è stata la prima donna nera e transgender a entrare nella Camera dei Deputati in Brasile, nel 2022. Nel marzo 2026 ha inoltre presieduto per la prima volta la Commissione per la Difesa dei Diritti delle Donne della Camera come persona transgender.

Il suo percorso istituzionale era cominciato a livello locale. Nel 2020 aveva ottenuto un seggio nel Consiglio comunale di San Paolo con 50.508 voti, allora il risultato più alto mai raggiunto da una donna in un’elezione per quel consiglio. Nata a Franco da Rocha, nell’area metropolitana della capitale paulista, Hilton si è occupata di diritti delle persone transgender e delle donne, contrasto al razzismo e tutela dalla discriminazione religiosa.


Il ballottaggio cambia i pronostici

Il confronto decisivo per la presidenza sarà tra Flavio Bolsonaro e Lula, con appuntamento fissato al 25 ottobre. Al primo turno il figlio dell’ex presidente ha ottenuto il 47% dei consensi, superando di due punti l’attuale capo dello Stato, fermo al 45%.

Il dato ha smentito le rilevazioni della vigilia, che attribuivano a Lula un margine di circa tre punti. L’analista Robert Muggah, cofondatore dell’Istituto Igarapé, ha giudicato molto ampia la distanza tra previsioni e risultato e ha avvertito che anche le prossime stime potrebbero sottovalutare il candidato Bolsonaro, nonostante oggi descrivano una sfida sostanzialmente equilibrata.

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Lula, parlando davanti ai sostenitori riuniti in un albergo di San Paolo, ha ammesso di aver creduto possibile una vittoria già al primo turno. Ha poi rilanciato la campagna e promesso di presentare agli elettori il bilancio del proprio mandato. Bolsonaro, invece, a Rio de Janeiro ha spiegato di puntare sui consensi di chi non voleva scegliere altri candidati, ma intendeva impedire una nuova affermazione di Lula.


Economia, protesta e peso di Trump

Secondo l’analista Rafael Favetti, il voto di protesta potrebbe anticipare l’orientamento del secondo turno. A suo giudizio, però, il vantaggio immediato per Bolsonaro potrebbe ridursi perché una parte di quel sostegno si è già manifestata al primo appuntamento elettorale.

La prossima amministrazione dovrà confrontarsi anche con l’aumento della spesa pubblica e con un debito superiore all’82% del prodotto interno lordo. Le stime ufficiali sulla crescita sono state ridotte al 2,0% per quest’anno e al 2,3% per il prossimo, mentre costo della vita, corruzione e sicurezza hanno dominato il dibattito della campagna.

Il risultato brasiliano si inserisce in una fase caratterizzata da successi di forze conservatrici in America Latina vicine al presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Trump non ha appoggiato ufficialmente nessuno dei due candidati, ma ha ricevuto Bolsonaro alla Casa Bianca e ne ha elogiato l’azione politica.

Gli alleati di Lula hanno ipotizzato che l’amministrazione statunitense potesse contestare l’esito di una vittoria del candidato Bolsonaro, richiamando anche un progetto poi accantonato per inviare funzionari americani in Brasile. Gli Stati Uniti hanno respinto ogni accusa di interferenza; inoltre, il giudice del tribunale elettorale brasiliano Kassio Nunes Marques ha affermato che le operazioni di voto si stavano svolgendo senza irregolarità. Nei giorni precedenti, funzionari dell’intelligence brasiliana avevano riferito a rappresentanti di Francia e Germania di presunte ingerenze statunitensi e russe.

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