Brasile, il ballottaggio può infiammarsi: l’allarme sugli scandali
Pablo Ortellado prevede una sfida incerta tra primo e secondo turno e non esclude nuove tensioni dopo il voto.
Il secondo turno delle presidenziali brasiliane si annuncia come una prova estremamente combattuta. A sostenerlo è Pablo Ortellado, professore di Politiche Pubbliche all’Università di San Paolo ed editorialista di O Globo, secondo cui la fase decisiva della campagna potrebbe essere segnata da attacchi duri e nuove rivelazioni.
Un equilibrio difficile da spezzare
Da mesi, spiega Ortellado, le proiezioni relative al ballottaggio descrivono una competizione sostanzialmente equilibrata. Il risultato del primo turno, quindi, non sarebbe sufficiente a indicare con chiarezza chi partirà favorito nella sfida finale.
L’esperto ritiene che proprio il passaggio tra le due votazioni sarà determinante. I candidati dovranno conquistare gli elettori ancora indecisi, in una fase nella quale ogni episodio potrebbe modificare gli equilibri già fragili della competizione.
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Il rischio di una campagna più aspra
Ortellado avverte inoltre che il secondo turno potrebbe trasformarsi in una gara tesa, con l’eventualità che emergano altri scandali. Il riferimento è a una campagna destinata a diventare più aggressiva, mentre i contendenti cercheranno di spostare il consenso dalla propria parte.
Nel quadro delineato dal professore resta anche l’incognita Donald Trump. Ortellado ipotizza che Trump possa non riconoscere la vittoria del leader uscente, aggiungendo un ulteriore elemento di tensione alla fase successiva al voto.
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