Brasile, ballottaggio sul filo: Lula tenta la rimonta contro Flávio
Il secondo turno del 25 ottobre mette in gioco la presidenza, la politica ambientale e gli equilibri internazionali del Paese sudamericano.
La campagna brasiliana arriva all’ultimo passaggio con un margine ridotto e un clima sempre più teso. Il 25 ottobre Luiz Inácio Lula da Silva proverà a confermare il proprio mandato contro Flávio Bolsonaro, senatore e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro, dopo che il primo turno ha consegnato a quest’ultimo un inatteso vantaggio.
A rendere la sfida ancora più delicata sono le conseguenze che il risultato potrebbe produrre fuori dal Brasile: dai rapporti con Stati Uniti, Cina e Unione europea alle scelte sull’Amazzonia, passando per il rafforzamento delle destre in America Latina.
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Social network, accuse e proteste
La fase conclusiva del voto è stata segnata dalla controversia che coinvolge Meta, proprietaria di Facebook e Instagram. La campagna di Lula sostiene che alcuni contenuti politici siano stati rimossi o penalizzati nella distribuzione, limitando la capacità del presidente di raggiungere gli elettori.
La società ha attribuito gli episodi a malfunzionamenti tecnici e ha negato di aver favorito uno dei due schieramenti. Il caso è stato portato davanti al Tribunale superiore elettorale brasiliano, mentre a San Paolo centinaia di manifestanti hanno protestato davanti alla sede di Meta chiedendo alla piattaforma di non intervenire nella competizione.
Il confronto ha acceso la sfida
Il dibattito del 18 ottobre ha mostrato una campagna fortemente polarizzata. Flávio Bolsonaro ha puntato sulle critiche all’amministrazione Lula e sulla promessa di una risposta più severa alla criminalità; il presidente ha difeso le misure sociali adottate dal suo governo e attaccato il progetto politico della famiglia Bolsonaro.
Uno degli episodi più discussi è stato il gesto del senatore, che ha mostrato alla telecamere la parola «corrotto» scritta sul palmo della mano, collegandola al Partito dei Lavoratori. Il riferimento è stato rilanciato anche alla luce delle indagini per corruzione e riciclaggio che lo riguardano. In un altro scambio, Lula ha risposto alla contestazione sui voti ottenuti nelle carceri dicendo di volerli tutti, compreso quello di Jair Bolsonaro.
L’ultimo confronto televisivo è fissato per il 23 ottobre su TV Globo, appena due giorni prima dell’apertura dei seggi. Sarà una delle ultime occasioni per rivolgersi agli indecisi e consolidare il consenso.
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Programmi opposti su economia e Amazzonia
Il voto del primo turno, celebrato il 5 ottobre, ha ribaltato le attese iniziali: Flávio Bolsonaro ha raccolto il 47,03% dei voti validi, mentre Lula si è fermato al 45,16%. Le rilevazioni più recenti dell’istituto Meio/Ideia indicano ancora un confronto incerto, con il 51,1% stimato per il senatore e il 48,9% per il presidente uscente.
Lula cerca di presentare la continuità del proprio governo come garanzia per le politiche sociali e per la tutela dei lavoratori. Tra le misure approvate in campagna figura un emendamento costituzionale che supera il modello lavorativo 6×1, introducendo due giorni di riposo settimanale e una riduzione graduale dell’orario massimo senza diminuzioni salariali.
Flávio Bolsonaro propone invece un’impostazione economica liberale, con meno pressione fiscale, e mette la sicurezza al centro del programma. Sul fronte ambientale ha indicato il 2029 come termine per eliminare la deforestazione illegale, mentre Lula ha fissato lo stesso obiettivo al 2030 e ha rafforzato i controlli durante il suo mandato.
Il voto osservato oltre i confini
L’esito del primo turno ha provocato reazioni immediate tra diversi leader stranieri. Il presidente argentino Javier Milei si è congratulato con Flávio Bolsonaro, auspicando una collaborazione più stretta tra Argentina e Brasile e definendo il risultato una vittoria della libertà contro la sinistra.
Un sostegno è arrivato anche dal colombiano Abelardo de la Espriella, che ha invitato a sconfiggere la sinistra, mentre Matteo Salvini ha celebrato il risultato del candidato brasiliano ricordando il vantaggio di quasi due milioni e mezzo di voti su Lula. Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rivolto a Flávio Bolsonaro un messaggio di congratulazioni in vista del secondo turno.
La scelta del 25 ottobre avrà quindi ricadute sulla politica interna, ma anche sulle relazioni commerciali e diplomatiche del Brasile. In particolare, Bruxelles considera il Paese un interlocutore importante sia per gli scambi economici sia per gli impegni climatici legati alla tutela dell’Amazzonia.
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