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Attualità 3 min di lettura13 ore fa

Brasile-Argentina, il caso Bolsonaro irrita il governo Lula

Brasilia convoca la diplomatica argentina dopo il passaggio di Flávio Bolsonaro verso gli Stati Uniti

Il Brasile ha convocato la rappresentante diplomatica argentina per chiarire il transito di Flávio Bolsonaro verso gli Stati Uniti. Il senatore, accompagnato dalla moglie e dalle due figlie, avrebbe attraversato l’Argentina nonostante il divieto di espatrio disposto dalla magistratura brasiliana.

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La convocazione a Brasilia

Venerdì 30 ottobre María Emilia Cortés, incaricata d’affari dell’ambasciata argentina in Brasile, ha incontrato il ministro degli Esteri brasiliano. Al centro del colloquio c’è stato il passaggio sul territorio argentino dell’ex candidato della destra e il mancato coinvolgimento delle autorità brasiliane.

Il caso rischia di aggravare una relazione già compromessa. Ad agosto Brasilia aveva richiamato l’ambasciatore Julio Bitelli, dopo gli attacchi pubblici di Javier Milei contro Luiz Inácio Lula da Silva, definito durante alcuni appuntamenti elettorali un «ladro», un «ex detenuto» e un «criminale».


I dubbi sull’aiuto argentino

Secondo le ricostruzioni dei mezzi d’informazione argentini, Flávio Bolsonaro sarebbe entrato in Argentina e poi partito verso la Florida a bordo di un aereo privato. Il giudice Alexandre de Moraes gli aveva ordinato di non lasciare il Brasile e di consegnare i passaporti, ma le autorità argentine gli avrebbero consentito sia l’ingresso sia la successiva partenza senza avvertire gli organismi brasiliani competenti.

La Casa Rosada respinge l’ipotesi di un intervento diretto nell’organizzazione del viaggio. Tuttavia, Santiago Caputo, figura di primo piano nella cerchia di Milei, sarebbe stato presente al momento del decollo. Il dettaglio ha alimentato i sospetti su un possibile appoggio istituzionale, anche alla luce dell’accoglienza riservata in Argentina ad alcuni bolsonaristi coinvolti nell’assalto alle istituzioni di Brasilia del 2023.


Le conseguenze diplomatiche

Ariel Goldstein, sociologo dell’Università di Buenos Aires, ritiene che l’episodio possa produrre nuove reazioni da parte del governo brasiliano. «Questa vicenda continuerà ad avere ripercussioni in futuro perché si tratta di un’escalation difficile da invertire», ha detto, collegando la condotta di Milei anche alla sua stretta vicinanza agli Stati Uniti e alla ridotta autonomia della sua politica estera.

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Il presidente argentino non ha ancora riconosciuto ufficialmente la rielezione di Lula per il quarto mandato. Il suo portavoce Adrian Ravier ha dichiarato soltanto che il governo ha preso atto dell’esito, ricordando che Lula non aveva rivolto congratulazioni a Milei dopo la vittoria del 2023.


Un legame economico ancora stretto

Le tensioni politiche si confrontano con interessi economici rilevanti. Nel 2025 gli scambi tra Argentina e Brasile hanno raggiunto circa 31,2 miliardi di dollari, secondo l’Instituto Nacional de Estadística y Censos. Il Brasile è il principale mercato per le esportazioni argentine e la prima origine delle importazioni del Paese.

I due Stati mantengono inoltre rapporti stretti nell’industria automobilistica. Buenos Aires punta a rafforzare anche le forniture di gas e petrolio al mercato brasiliano sfruttando le riserve di Vaca Muerta.

Bernabé Malacalza, ricercatore del Consejo Nacional de Investigaciones Científicas y Técnicas, ha definito grave l’eventuale spazio concesso all’ingerenza statunitense e alla rete reazionaria transnazionale. A suo giudizio, la cooperazione costruita tra Brasile e Argentina dopo la stagione della rivalità e della diffidenza rischia di essere indebolita, insieme al percorso di integrazione del Mercosur.

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