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Attualità 3 min di lettura1 ott

Brasile al bivio: Lula rischia il sorpasso della destra

Il confronto tra il presidente uscente e Flavio Bolsonaro resta incerto e potrebbe modificare gli equilibri politici dell’intera America Latina.

La scelta del Brasile potrebbe avere conseguenze ben oltre la politica interna. Un eventuale successo di Flavio Bolsonaro rafforzerebbe la destra nel principale Paese latinoamericano, mentre Luiz Inácio Lula da Silva punta a difendere l’autonomia di Brasilia e il ruolo conquistato negli ultimi anni nei rapporti con Cina, Europa e Brics.

A rendere ancora più delicato il passaggio elettorale è l’incertezza sull’esito. Antonella Mori, responsabile del Programma America Latina dell’Ispi e docente di Macroeconomia all’Università Bocconi, descrive una società ancora divisa in due blocchi contrapposti, con una parte dell’elettorato indisponibile a sostenere Lula e un’altra che rifiuta l’alternativa bolsonarista.


Washington e Pechino nella sfida

Lula ha trasformato la sovranità nazionale in uno dei cardini della propria campagna. All’Assemblea generale dell’Onu, a New York, il presidente ha affermato: «Il Brasile non sta nel cortile di nessuno». Il messaggio riguarda soprattutto il controllo delle risorse del Paese e la volontà di evitare una dipendenza eccessiva dagli Stati Uniti.

Con Flavio Bolsonaro alla presidenza, il rapporto con Washington sarebbe probabilmente più stretto per ragioni politiche e ideologiche, anche in considerazione della vicinanza a Donald Trump. Resterebbe però invariato il peso della Cina negli scambi commerciali: Pechino è il principale partner del Brasile e acquista grandi quantità di materie prime, soia, carne e altri prodotti agricoli. Mori ritiene quindi che, su questo fronte, un cambio di governo non produrrebbe differenze sostanziali.


Una svolta per tutta la regione

Il voto brasiliano si inserisce in una fase di alternanza tra governi progressisti e conservatori. Secondo Mori, il pendolo politico latinoamericano viene spinto soprattutto dall’insoddisfazione legata a criminalità, narcotraffico, disuguaglianze e difficoltà sociali. Il modello adottato da Nayib Bukele in El Salvador ha alimentato il consenso delle destre grazie alla riduzione della violenza, ma l’esperta mette in guardia: misure pensate per un Paese di dimensioni ridotte non sono facilmente trasferibili a una realtà vasta come il Brasile.

Un’affermazione di Flavio Bolsonaro avrebbe quindi un valore regionale rilevante. Il Brasile è la maggiore economia dell’America Latina, fa parte del G20 e dei Brics: per questo, spiega Mori, una sua svolta conservatrice rappresenterebbe «un colpo enorme» per le forze progressiste. Trump ha già presentato l’avanzata delle destre sudamericane come un successo politico, sostenendo che molti Paesi della regione si stanno allontanando dalla sinistra.

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Il voto resta appeso a pochi punti

La consultazione è fissata per domenica 4 ottobre e mette di fronte Lula, 80 anni, candidato a un quarto mandato, e Flavio Bolsonaro, senatore 45enne del Partito Liberale e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Quest’ultimo, sconfitto da Lula nel 2022, è detenuto dopo la condanna per il tentativo di rovesciare il risultato di quelle elezioni. In corsa ci sono 13 candidati, ma la competizione è concentrata sui due principali contendenti.

Per evitare il ballottaggio serve più del 50% dei voti validi, senza conteggiare schede bianche e nulle. Se nessuno raggiungerà la soglia, Lula e Bolsonaro torneranno alle urne il 25 ottobre. Il precedente confronto si era chiuso con un margine minimo, 50,9% contro 49,1%, mentre l’ultimo rilevamento AtlasIntel/Bloomberg, diffuso il 29 settembre, attribuisce a Bolsonaro il 47,7% e a Lula il 47,6%, una distanza inferiore al margine di errore.


Età e sicurezza pesano sui candidati

Lula rivendica la diminuzione della disoccupazione e delle disuguaglianze e propone di ampliare le politiche sociali e il sostegno al potere d’acquisto delle famiglie più fragili. L’economia cresce intorno al 2%, ma restano forti squilibri, debiti familiari elevati e tassi d’interesse alti. Per Mori, il tema decisivo della candidatura è soprattutto la giustizia sociale, legata anche alla storia personale dell’ex operaio e sindacalista.

La sua età, tuttavia, resta un elemento difficile da ignorare: Lula compirà presto 81 anni e, al termine di un eventuale nuovo mandato, ne avrebbe 85. Flavio Bolsonaro cerca invece consenso attraverso sicurezza, valori conservatori, riduzione della spesa pubblica e minore burocrazia. Il suo slogan è «Il Brasile vincerà» e tra i sostenitori più noti figura Neymar Jr. A differenza del padre, il senatore si presenta come più moderato e ha dichiarato che accetterà il risultato delle urne, mentre la lotta alla criminalità rimane uno dei temi più sentiti dall’elettorato.

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