Brasile al bivio: Lula e Flávio Bolsonaro si giocano tutto
Il ballottaggio del 25 ottobre si annuncia incerto, tra sondaggi ravvicinati, pressioni dagli Stati Uniti, scandali interni e nuove misure del governo.
L’aumento della Bolsa Familia e il blocco dei siti di scommesse in rete dal 6 ottobre sono le mosse con cui Lula prova a incidere su una corsa elettorale appesa a pochi voti. Le decisioni hanno un evidente peso politico, ma rispondono anche a problemi concreti e potrebbero rivelarsi decisive in un eventuale ballottaggio molto equilibrato.
Lula paga il caso della Corte Suprema
Il presidente deve però fare i conti con un danno d’immagine legato alla crisi che coinvolge la Corte Suprema. Alexandre de Moraes, figura centrale nel procedimento contro Jair Bolsonaro, viene spesso associato a Lula, anche se in passato fu ministro di Michel Temer, che lo nominò poi giudice dell’Alta corte.
Flávio Bolsonaro sfrutta questa sovrapposizione per spostare il dibattito sulle presunte somme versate da Daniel Vorcaro. Il denaro sarebbe stato giustificato ufficialmente con la produzione di un film sul padre, Dark Horse, mentre gli investigatori sospettano che possa essere servito anche a sostenere l’attività di Eduardo Bolsonaro negli Stati Uniti.
Una campagna riaperta a São Bernardo
Lula ha scelto São Bernardo do Campo, nell’area metropolitana di San Paolo, per dare avvio alla campagna. È il luogo in cui, alla fine degli anni Settanta, guidò le mobilitazioni dei lavoratori metalmeccanici e costruì la notorietà che lo avrebbe portato alla politica nazionale.
La scelta richiama le origini del leader, ma punta anche a rinnovarne il profilo agli occhi degli elettori più giovani. Una parte di loro lo considera ormai l’incarnazione dello stesso sistema politico, un’immagine che il presidente cerca di attenuare anche mostrando sui social brevi video dedicati all’attività fisica.
Flávio promette una svolta radicale
Dall’altra parte della contesa c’è Flávio Bolsonaro, figlio maggiore dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Il padre si trova agli arresti domiciliari per ragioni sanitarie, dopo una condanna a 27 anni per il tentativo di colpo di Stato diretto a impedire il ritorno di Lula alla guida del Paese.
In caso di vittoria, Flávio ha indicato come priorità la liberazione del padre attraverso un’amnistia o una grazia. Ha inoltre promesso di rimuovere Alexandre de Moraes dalla Corte Suprema, anche se una decisione del genere spetterebbe tecnicamente al Senato. Il programma lascia intravedere una possibile presidenza ancora più segnata da pulsioni autoritarie e da scelte improvvisate rispetto a quella di Jair Bolsonaro.
Il voto resta appeso a pochi punti
Il primo turno del 4 ottobre dovrebbe collocare Lula davanti agli avversari, senza tuttavia consegnargli la maggioranza necessaria per evitare il secondo round. La vera partita, secondo le rilevazioni, si giocherà quindi il 25 ottobre.
Gli istituti demoscopici non concordano sul favorito: alcuni indicano Lula, altri Flávio, ma le differenze restano comprese nel margine di errore. Per questo l’esito potrebbe dipendere da una quantità minima di schede.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La pressione arriva anche dall’estero
Sul voto pesa anche il rapporto sempre più teso con Washington. Il politologo Steven Levitsky, tra gli autori di Come muoiono le democrazie, ha sostenuto nei giorni scorsi che Donald Trump potrebbe non accettare una vittoria di Lula.
Il Brasile è stato, insieme all’India, uno dei Paesi più colpiti dai dazi statunitensi e da luglio deve affrontare ulteriori tariffe commerciali costruite specificamente contro la sua economia. A favorire questa linea politica ci sarebbe Eduardo Bolsonaro, da più di un anno e mezzo negli Stati Uniti, dove conduce una campagna di pressione contro il proprio Paese.
Lula ha risposto senza citare direttamente Trump, durante un intervento alle Nazioni Unite: «Il Brasile non ci sta nel cortile di casa di nessuno». Il presidente ha collegato la frase alle nuove ingerenze statunitensi nell’emisfero occidentale e al possibile ritorno della dottrina Monroe.
Anche il settore tecnologico alimenta i sospetti. Dieci giorni prima del primo turno, Meta ha sospeso temporaneamente l’account pubblicitario ufficiale della campagna di Lula, mentre sono circolate accuse di possibili interventi sugli algoritmi a beneficio di Flávio.
Il caso Banco Master scuote il Paese
La crisi più grave resta però interna. Da mesi il Brasile è attraversato dallo scandalo che coinvolge Banco Master e il suo titolare Daniel Vorcaro, accusato di avere alterato al rialzo il valore degli attivi dell’istituto, con conseguenze anche per diversi fondi previdenziali pubblici.
L’inchiesta ha fatto emergere una rete di rapporti politici a livello nazionale e locale, in larga parte riconducibili all’area conservatrice. Ora l’attenzione si concentra soprattutto sulle presunte protezioni garantite a Vorcaro da alcuni giudici della Corte Suprema, tra cui Moraes, in cambio di vantaggi economici.
I magistrati, che fino a poco tempo fa sembravano compatti nel difendersi reciprocamente, sono oggi divisi in schieramenti contrapposti. Fughe di notizie mirate e accuse incrociate stanno minando la credibilità dell’istituzione considerata un argine alle spinte eversive e alla corruzione parlamentare.
In questo clima, il voto del 4 ottobre è soltanto il primo passaggio. La sfida tra Lula e Flávio Bolsonaro potrebbe proseguire fino al 25 ottobre, con un risultato deciso da una manciata di consensi e con la tenuta democratica del Brasile al centro dello scontro.
Continua a leggere
Addio a Peppino Mazzullo: l’uomo che fece parlare Topo Gigio
L’attore siciliano è morto a 100 anni nella sua casa di Messina, dopo una carriera costruita tra Topo Gigio, televisione e formazione teatrale.
Affitti, oltre 40mila sfratti in un anno: il rischio che spaventa i proprietari
I dati del 2024 mostrano il peso della morosità, le difficoltà delle famiglie e i tempi necessari per arrivare alla restituzione degli immobili.
Urla e sangue sul volo Flydubai: scatta l’atterraggio d’emergenza
Una colluttazione tra comandante e copilota ha costretto un aereo diretto a Tel-Aviv a cambiare rotta e fermarsi in Arabia Saudita.
Vimodrone, uomo sviene nel fumo: il salvataggio dalla finestra
Un carabiniere ha rotto il vetro ed è entrato nell’alloggio in fiamme prima dell’arrivo dei vigili del fuoco, trovando il residente privo di sensi sul pavimento.