11.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Brasile, 22 milioni per la sfida Lula-Bolsonaro: chi paga il conto

La corsa al primo turno ha raggiunto 27,4 milioni di euro, con l’80% concentrato sui due principali candidati e un ruolo decisivo delle risorse pubbliche.

In Brasile la macchina elettorale viene sostenuta soprattutto dal denaro pubblico. I partiti possono attingere al Fondo speciale di finanziamento delle campagne, alimentato dallo Stato e ripartito secondo criteri fissati dalla legge, oltre a utilizzare il Fondo partitico per le attività delle formazioni e per le spese legate alle elezioni.


Fondi pubblici al centro della corsa

Il sistema consente anche contributi da parte di singoli cittadini e l’impiego di risorse personali dei candidati, purché siano rispettati i tetti previsti e gli obblighi di comunicazione. Le aziende, invece, non possono finanziare le campagne elettorali.

Ogni movimento deve inoltre registrare entrate e uscite e consegnare la relativa documentazione alla giustizia elettorale. I flussi passano da conti bancari dedicati e la provenienza delle somme deve essere indicata con precisione.


Lula e Bolsonaro raccolgono quasi tutto

Su una spesa complessiva dichiarata di 27,4 milioni di euro, pari a 160,7 milioni di real, circa quattro quinti fanno capo ai due nomi principali della competizione. Luiz Inacio Lula da Silva ha comunicato esborsi per 11,2 milioni di euro, equivalenti a 65,7 milioni di real.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Flavio Bolsonaro, senatore e avversario di Lula nella corsa alla presidenza, si è fermato a 10,7 milioni di euro, cioè 63 milioni di real. Le altre candidature, considerate nel loro insieme, hanno invece rendicontato circa 5,5 milioni di euro, corrispondenti a 32 milioni di real.


Il conto del primo turno

Le cifre riguardano la campagna in vista del voto iniziale del 4 ottobre. Il quadro è stato ricostruito sulla base delle comunicazioni disponibili presso il Tribunale superiore elettorale alle 14 del 2 ottobre.

Il dato complessivo mostra quindi una competizione finanziariamente concentrata: la parte largamente maggioritaria delle somme dichiarate è stata spesa dai due principali contendenti, mentre tutti gli altri candidati hanno inciso per una quota molto più contenuta.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere