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Attualità 3 min di lettura15 ott

Braccialetti anti-stupro, il limite nascosto: quando il test può fallire

I dispositivi cercano alcune sostanze nei drink, ma luci, ingredienti e composizione della bevanda possono alterare il risultato.

Nelle discoteche, tra illuminazione debole e lampi intermittenti, interpretare una variazione cromatica può essere tutt’altro che semplice. Simona Pichini, direttrice del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto superiore di sanità, ha indicato come possibile soluzione l’introduzione di un segnale più netto, per esempio un simbolo che compaia al posto del solo cambio di colore.

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Il test è già usato in Europa

L’impiego di questi dispositivi non è limitato all’Italia. Nell’aprile 2026, a Germersheim, in Germania, i braccialetti sono stati consegnati agli studenti delle scuole secondarie durante una campagna informativa. In Spagna, il Comune di Vila-real ne ha distribuiti 5mila durante le celebrazioni cittadine del maggio 2025.

I modelli spagnoli comprendevano anche un codice QR per comunicare la propria posizione in caso di necessità. In Francia, invece, i dispositivi sono comparsi al festival Solidays di Parigi, nel giugno 2025, con l’obiettivo di verificare la possibile presenza di GHB nelle bevande.


In Italia la prevenzione entra a scuola

Il progetto italiano più recente riguarda il Veneto. Dopo la consegna gratuita di 2.500 braccialetti in cento farmacie veneziane, avvenuta a marzo in occasione della Giornata internazionale della donna, altri 400 dispositivi saranno portati nelle prossime settimane in un liceo di Portogruaro, in provincia di Venezia.

L’iniziativa potrebbe coinvolgere anche altri istituti regionali. Agli strumenti di controllo saranno affiancati incontri sulla violenza di genere, sui rischi delle sostanze assunte senza consenso e sui servizi disponibili per chi ha bisogno di aiuto.


Cosa cercano nelle bevande

Il principio è semplice: si depositano alcune gocce del drink su una zona trattata con reagenti chimici. Se entrano in contatto con determinate sostanze, i reagenti possono modificare il colore. Non servono apparecchi elettronici o applicazioni per il telefono; alcuni modelli sono usa e getta, mentre altri permettono più verifiche.

Tra le sostanze ricercate c’è il GHB, spesso privo di colore e odore e quindi difficile da distinguere una volta miscelato. Possono essere coinvolte anche ketamina e benzodiazepine. Gli effetti dipendono dalla quantità e dal composto assunto: si va dalla sonnolenza alla confusione, fino alla perdita di memoria o di coscienza, con una riduzione della capacità di reagire e di ricostruire gli eventi.

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Il risultato non equivale a una prova

Uno studio del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto superiore di sanità ha esaminato due tipologie di prodotti commerciali, mettendole alla prova con sei sostanze in diverse bevande alcoliche. La ketamina è risultata tra quelle più facilmente individuabili, soprattutto nei cocktail a base di gin, mentre il GHB ha prodotto cambiamenti meno marcati.

Le prove hanno evidenziato anche diversi limiti. Benzodiazepine e MDMA non sono state riconosciute dai dispositivi analizzati; per la cocaina, in alcuni casi, è stato necessario ripetere la verifica. Le bevande molto scure possono rendere meno visibile la reazione, mentre quelle con limone o arancia hanno generato risultati falsamente positivi.


Dalle farmacie alle città italiane

A Roma e Ladispoli, nel novembre 2025, le farmacie hanno iniziato a distribuire senza costi i prodotti Check Your Drink. Ogni confezione contiene otto strisce monouso: una goccia della bevanda viene applicata sulla striscia, che dovrebbe cambiare colore in presenza possibile di GHB, ketamina, cocaina o altre sostanze. La campagna, sostenuta da Federfarma Roma e da associazioni impegnate contro la violenza sulle donne, è tornata anche nel marzo 2026.

A Modena, invece, il Comune ha acquistato 130 braccialetti il 20 luglio 2026 attraverso il progetto Scuole sicure, finanziato dal ministero dell’Interno. I dispositivi sono destinati ad attività rivolte agli studenti. Alberto Sola, comandante della polizia locale, ha precisato che non dovranno essere considerati elementi di prova, ma strumenti per discutere con i ragazzi dei pericoli legati alla somministrazione di sostanze senza consenso.

Il braccialetto, dunque, può offrire un primo campanello d’allarme, ma non sostituisce un esame tossicologico né l’intervento sanitario. Un esito positivo o dubbio richiede cautela e il ricorso a professionisti e servizi di assistenza, mentre un risultato negativo non può escludere con certezza la presenza di ogni sostanza.

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