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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Bottiglietta manomessa in tribunale: il mistero del foro nella plastica

Una tirocinante della Corte d’Appello di Cagliari è finita in ospedale dopo un sorso d’acqua: gli investigatori cercano origine e responsabile della contaminazione.

Il caso riporta alla memoria gli episodi degli «acquabomber», le manomissioni di alimenti e bevande che nei primi anni Duemila alimentarono la paura tra i consumatori. Per ora, tuttavia, non ci sono elementi per ritenere che la tirocinante fosse stata scelta come bersaglio preciso: potrebbe essere stata individuata casualmente tra le persone presenti nel palazzo di giustizia.

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La sostanza resta ancora da identificare

La polizia giudiziaria della procura della Repubblica non esclude alcuna ricostruzione, compresa quella di un gesto compiuto per provocare allarme. A stabilire che cosa contenesse davvero la bottiglietta saranno gli esami affidati al laboratorio.

Tra le ipotesi esaminate c’è anche quella dell’introduzione di un liquido attraverso un’apertura praticata nella confezione. Il foro, molto piccolo e chiuso con della colla, potrebbe essere compatibile con l’uso di una siringa; restano però da chiarire sia il momento della manomissione sia l’identità dell’autore.


Il malore dopo un solo sorso

La giovane, impegnata in un tirocinio alla Corte d’Appello di Cagliari, aveva comprato l’acqua da un distributore automatico del Palazzo di giustizia. Dopo aver bevuto ha avvertito un forte bruciore alla gola e allo stomaco.

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Il successivo ricovero ha richiesto alcune ore di osservazione, ma le sue condizioni non risultano gravi. È stata la stessa donna, dopo il malessere, a notare l’anomalia sulla bottiglia e a segnalarla.


Sequestrata la bottiglia, verificati i distributori

Gli investigatori hanno acquisito la confezione e l’hanno sottoposta a sequestro. Il reperto sarà esaminato insieme al liquido rimasto all’interno, così da fornire indicazioni utili anche per valutare eventuali responsabilità penali.

Nel frattempo sono stati controllati i distributori presenti nell’edificio: uno si trova al sesto piano, mentre un altro è collocato vicino ai corridoi della Corte d’Appello. Le prime valutazioni rendono poco probabile una manomissione avvenuta dentro i macchinari, poiché la bottiglia avrebbe dovuto essere tolta e poi rimessa al suo posto; è stata comunque disposta una verifica delle scorte.

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