Boss fuori dal carcere, il Pd alza il caso: Nordio deve spiegare
I dem chiedono un passaggio in Parlamento e l’intervento della Commissione Antimafia sui benefici concessi anche a detenuti sottoposti al 41 bis.
Il sovraffollamento e la mancanza di personale negli istituti penitenziari si intrecciano con un’altra preoccupazione: la possibilità che alcuni esponenti mafiosi conservino, anche dal carcere, una capacità di influenza sui gruppi criminali. È su questo sfondo che il Partito democratico chiede un chiarimento al ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Il timore di nuovi contatti criminali
Secondo i parlamentari dem, eventuali uscite temporanee di detenuti legati alla mafia potrebbero riaprire canali con le organizzazioni di appartenenza. Il rischio indicato è che quei contatti diventino funzionali alla ripresa di attività illecite o al mantenimento di un ruolo di comando.
Gli esponenti del Pd precisano di non voler mettere in discussione la finalità rieducativa della pena. Tale principio, sostengono, deve tuttavia essere applicato senza esporre la collettività a decisioni capaci di indebolire il contrasto ai legami criminali.
La richiesta rivolta a Nordio
I componenti del Partito democratico nella Commissione Antimafia sollecitano il ministro a riferire davanti alle Camere. In parallelo, chiedono che venga convocata la commissione bicamerale, così da raccogliere tutti gli elementi disponibili e procedere alle valutazioni di sua competenza.
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«Le notizie contenute nell’inchiesta sono impressionanti», affermano Walter Verini, Enza Rando, Debora Serracchiani, Giuseppe Provenzano, Valentina Ghio, Anthony Barbagallo, Franco Mirabelli e Valeria Valente. La presa di posizione arriva dopo il lavoro di Paolo Festuccia pubblicato su La Stampa.
Cosa emerge dall’inchiesta
La ricostruzione riguarda diversi detenuti condannati per gravi reati di mafia, ai quali sarebbe stata riconosciuta la possibilità di uscire temporaneamente dal penitenziario. In alcuni casi, le autorizzazioni avrebbero consentito il ritorno nei territori d’origine.
Il quadro comprende persone ristrette in regime di alta sicurezza e, in determinate situazioni, anche al 41 bis. Norme e interpretazioni giuridiche, insieme all’applicazione dei benefici penitenziari, avrebbero reso possibili questi provvedimenti, ora finiti al centro della richiesta politica di spiegazioni.
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