Bonus fermi, prezzi in corsa: il carovita riduce gli aiuti
Massimali e soglie di numerose agevolazioni non seguono l’aumento dei prezzi: in alcuni casi servirebbero importi molto più alti per conservare lo stesso beneficio.
Il tetto per la previdenza complementare è salito a 5.300 euro dal 1° gennaio, dopo anni trascorsi a 5.164,57 euro. Anche il limite per le spese scolastiche è passato da 800 a 1.000 euro nel 2025, ma si tratta di eccezioni in un sistema dove molti importi restano fermi mentre il costo della vita aumenta.
Secondo l’analisi di 50 agevolazioni fiscali e sostegni collegati all’Isee, per i governi è spesso più semplice introdurre un nuovo incentivo che aggiornare il valore di una detrazione già esistente. Negli ultimi anni, inoltre, alcune misure sono state ridimensionate: per i redditi superiori a 75 mila euro sono arrivati tagli alle detrazioni e il bonus per gli interventi sulle seconde case è sceso al 36%. L’unico massimale diminuito in modo esplicito è quello del bonus mobili, passato da 8 mila a 5 mila euro nel 2024.
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Quando il bonus perde valore reale
L’effetto dell’inflazione emerge soprattutto dal confronto tra gli importi fissati dalla legge e le spese effettivamente sostenute dalle famiglie. La detrazione del 19% prevista per gli studenti fuori sede, per esempio, considera ancora un limite di 2.633 euro stabilito nel 2007. Nello stesso periodo, gli affitti sono aumentati del 33,5%, riducendo il vantaggio concreto della misura.
La carta Dedicata a te vale 500 euro, ma l’aumento del 10,9% registrato per i prodotti alimentari ne ha eroso la capacità di acquisto. Per garantire oggi un sostegno equivalente a quello disponibile all’inizio del 2023, l’importo dovrebbe arrivare a 555 euro. Un problema analogo riguarda le spese che possono essere portate in detrazione o deduzione, spesso vincolate a soglie rimaste immutate per molti anni.
Sanità, sport e auto: cifre superate
Per l’acquisto di un’automobile destinata a una persona con disabilità, il limite agevolabile è di 18.075,99 euro. La cifra corrisponde ai 35 milioni di lire fissati nel 2000 e non incorpora l’inflazione del 53,8% rilevata dall’Istat. Se fosse aggiornata in base all’aumento dei prezzi, la soglia sarebbe sensibilmente più elevata.
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Anche lo sport dei figli mette in evidenza lo scarto tra norma e realtà. La spesa detraibile è ferma a 210 euro dal 2007, una somma che molte famiglie superano facilmente e che, rivalutata, dovrebbe raggiungere 310 euro. Per le spese mediche, invece, la franchigia non detraibile resta quella di 129,11 euro introdotta nel 1997: applicando l’inflazione, arriverebbe a circa 168 euro.
Cinquant’anni di soglie immobili
Nel complesso, le 28 agevolazioni di natura fiscale considerate nell’analisi hanno limiti rimasti invariati, in media, per 16 anni. Per i 22 aiuti legati all’Isee, l’età media di soglie e importi è poco superiore ai cinque anni, ma anche in questo caso l’aumento dei prezzi può ridurre il sostegno effettivo ricevuto.
Il quadro comprende agevolazioni molto diverse, dalla detrazione per il trasporto pubblico ai contributi destinati alle bollette di gas e luce. Il risultato è che un beneficio nominalmente identico a quello previsto anni fa non garantisce più lo stesso aiuto: quando le spese aumentano e il massimale resta invariato, una parte del vantaggio fiscale si perde senza che la misura venga formalmente cancellata.
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