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Attualità 2 min di lettura43 min fa

Bollette e carburanti: Santo Domingo mette sul piatto oltre 2 miliardi

Il governo della Repubblica Dominicana sostiene elettricità, benzina e agricoltura per contenere gli effetti dei rincari internazionali.

Le famiglie dominicane che hanno visto crescere l'importo della bolletta non devono necessariamente attribuire l'aumento a una revisione delle tariffe. Secondo il ministro dell'Energia Joel Santos, il prezzo base dell'elettricità è invariato dal 2022: a incidere possono essere invece consumi più elevati, che fanno scattare fasce tariffarie superiori.

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Bollette più care senza aumenti della tariffa

Santos ha chiarito che il meccanismo degli scaglioni può spiegare gli esborsi maggiori registrati dagli utenti. In sostanza, il costo unitario di riferimento non è stato modificato, ma un utilizzo più intenso dell'energia può collocare le utenze in livelli di consumo più costosi.

La precisazione arriva mentre l'esecutivo mantiene un ampio intervento di sostegno sul comparto elettrico. L'obiettivo è attenuare sul mercato interno le conseguenze delle quotazioni internazionali, senza trasformare queste misure in un sistema permanente di assistenza.


Aiuti temporanei contro la pressione dei prezzi

Il presidente Luis Abinader ha definito gli interventi «sussidi congiunturali», sottolineandone il carattere provvisorio. Le risorse sono destinate a tutelare sia i nuclei familiari sia le attività produttive davanti alla crescita dei costi energetici e dei combustibili.

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Per il carburante, la spesa pubblica potrebbe arrivare a 650 milioni di dollari entro la fine del 2026. Al comparto dell'energia elettrica sono invece destinati più di un miliardo e 600 milioni di dollari, portando il valore complessivo degli stanziamenti oltre la soglia dei 2 miliardi.


Anche l'agricoltura entra nel piano

Una parte del sostegno riguarda inoltre i fertilizzanti agricoli, con circa 35 milioni di dollari messi a disposizione per contenere l'impatto sui produttori. Senza questo intervento, i prezzi avrebbero potuto aumentare tra il 30% e il 40%.

Il rischio era di rendere più onerose le semine e di trasferire i rincari lungo la filiera alimentare. Il governo ha quindi inserito il comparto agricolo nella strategia di protezione dagli shock esterni, insieme agli interventi su elettricità e carburanti.

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