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Attualità 1 min di lettura34 min fa

Blair rilancia il ritorno nell’Ue: il piano per una Gran Bretagna più forte

L’ex premier britannico considera l’uscita dall’Unione un errore e chiede un’intesa con Bruxelles, collegandola a una svolta europea su tecnologia e difesa.

Tony Blair propone di affidare il futuro governo di Gaza a un organismo formato da palestinesi scelti per rappresentare la popolazione, al posto di Hamas. Per l’ex premier britannico, la gestione politica dell’enclave dovrebbe quindi cambiare profondamente.

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Blair indica la strada per il Medio Oriente

Sul confronto tra Israele e Iran, Blair sostiene che la guerra debba terminare con garanzie precise: Teheran non dovrebbe poter costruire armi nucleari né proseguire le proprie attività di destabilizzazione nella regione. La conclusione del conflitto, secondo la sua impostazione, deve dunque affrontare entrambe le minacce.

Anche sull’Ucraina l’ex capo del governo di Londra vede uno spazio per la diplomazia, ma pone una condizione essenziale: qualsiasi intesa dovrà essere accettabile per Kiev. Il negoziato, quindi, non può prescindere dal consenso delle autorità ucraine.


Il ritorno nell’Ue resta l’obiettivo

Per Blair, l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea è stata una scelta sbagliata. Da qui l’invito a Londra e Bruxelles a valutare un percorso negoziale che possa riportare il Paese tra i membri dell’Ue.

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L’ex premier lega però il possibile rientro a un cambiamento dell’assetto europeo. In particolare, indica tecnologia e difesa come ambiti nei quali l’Europa dovrebbe rafforzarsi, così da affrontare con maggiore peso la competizione internazionale con Stati Uniti e Cina.


Le parole durante l’intervista

Blair ha illustrato questa posizione parlando con Antenna Media, gruppo editoriale riconducibile alla stessa proprietà di Repubblica. Nell’occasione è intervenuto anche nella sua funzione di consigliere del Europe Gulf Forum.

La sua tesi è che una collaborazione più stretta tra il Regno Unito e l’Unione possa contribuire a rendere il continente più solido nel corso di un secolo segnato dal confronto tra grandi potenze. Il tema del possibile ritorno britannico nell’Ue viene così collegato a una più ampia revisione delle priorità europee.

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