13.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura54 min fa

Biella, il pasto negato al docente: la mensa diventa un caso politico

Un insegnante avrebbe perso l’accesso al pranzo dopo il rifiuto di segnalare gli alunni con rette arretrate: Avs porta la vicenda all’attenzione del ministro Valditara.

Il rifiuto di indicare gli alunni le cui famiglie non avevano saldato la mensa avrebbe avuto una conseguenza diretta per un insegnante di Biella: il suo nome sarebbe stato escluso dall’elenco del personale autorizzato a consumare il pasto. La vicenda, nata da una disposizione comunale rivolta alle scuole primarie, è ora arrivata sul tavolo del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

Offerta del giorno13 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 5 giorni
*******


Il docente escluso dal pranzo

Roberto Pietrobon, insegnante e dirigente locale di Avs, ha raccontato di non aver ricevuto il pasto che nelle settimane precedenti consumava regolarmente. Gli sarebbe stato spiegato che non risultava più nell’elenco, circostanza verificatasi davanti ad altre docenti e a numerosi bambini.

Pietrobon aveva già reso pubblico il proprio dissenso, dichiarando di non voler applicare le indicazioni del Comune. Ha collegato l’episodio alla sua scelta di non segnalare gli alunni non in regola con il pagamento, ai quali aveva comunque consentito di mangiare. Con tono ironico, ha ipotizzato anche che il problema potesse dipendere dal fatto di essere vegetariano, ma ha sottolineato soprattutto la concretezza dell’esclusione subita.


La circolare divide il personale

Il documento comunale, datato 23 settembre, chiedeva la collaborazione degli insegnanti e del personale ausiliario per impedire l’ingresso in refettorio agli alunni morosi. In base alle istruzioni, gli operatori scolastici avrebbero dovuto contattare i genitori, invitandoli a riprendere i figli da scuola.

La disposizione ha provocato la reazione di diversi docenti, contrari all’idea di svolgere controlli sulle condizioni economiche delle famiglie. Roberta Cimma, segretaria provinciale di Sinistra Italiana-Avs, ha sostenuto che gli insegnanti «non possono essere trasformati in uno strumento di controllo delle posizioni economiche delle famiglie, né possono diventare esattori per conto del Comune».

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


L’interrogazione chiama in causa Valditara

Avs ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministro di intervenire sulla situazione. Elisabetta Piccolotti ha parlato di un clima di pressione politica che, a suo giudizio, limita i diritti dei docenti e la libertà d’insegnamento.

La deputata ha difeso Pietrobon e gli altri insegnanti che hanno scelto di garantire il pasto ai bambini, sostenendo che abbiano anteposto la dignità degli alunni alle richieste contenute nella circolare. Al ministro viene chiesto se intenda assicurare nuovamente la distribuzione regolare dei pasti a tutto il personale, compresi coloro che non hanno accettato di occuparsi del recupero delle somme dovute.

La vicenda ha alimentato anche uno scontro politico locale. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Eugenio Zappalà ha accusato di inerzia i docenti contrari alle indicazioni comunali e ha difeso l’idea che il personale collabori con le istituzioni. Le posizioni restano quindi distanti: da una parte il richiamo alla responsabilità amministrativa, dall’altra il timore che la scuola venga coinvolta nella gestione delle morosità familiari.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere