Attualità 2 min di lettura15 ott

Bearzot e il ritiro più teso: la mossa che zittì l’Italia Mundial

A Pontevedra riaffiorano le immagini del quartier generale azzurro: l’amichevole organizzata con cautela, le partite a carte e le voci che portarono al silenzio stampa.

Il dettaglio più curioso del soggiorno spagnolo dell’Italia campione del mondo riguarda l’ultima amichevole disputata a Pontevedra. Enzo Bearzot non volle affrontare la formazione principale della città, ritenuta troppo competitiva, e fece inserire con discrezione alcuni giovani per rendere l’impegno più semplice.


L’amichevole scelta da Bearzot

La partita si giocò nello stadio del Pontevedra, a pochi chilometri da Vigo, durante il ritiro che precedette il trionfo del 1982. L’avversaria non fu quindi la prima squadra cittadina, ma una formazione considerata più abbordabile, costruita anche attraverso l’inserimento di calciatori emergenti.

Quella scelta racconta il clima con cui il commissario tecnico preparava ogni dettaglio del percorso azzurro. L’obiettivo era proteggere il gruppo e accompagnarlo verso gli impegni ufficiali senza aggiungere difficoltà al lavoro della squadra.


La Casa del Barón custodisce i ricordi

Il quartier generale dell’Italia si trovava alla Casa del Barón, a Pontevedra. Oggi quel luogo richiama soprattutto la quotidianità della spedizione: nella sala comune si giocava a carte e un tavolino era diventato il punto di ritrovo per le partite a scopone.

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Anche le camere conservavano un’atmosfera particolare. La numero 101 era riservata esclusivamente a Bearzot, mentre quella di Dino Zoff e Gaetano Scirea viene ricordata per il silenzio e l’autorevolezza dei suoi occupanti. In un altro spazio alloggiavano Paolo Rossi e Antonio Cabrini.


Le voci fecero calare il silenzio

Proprio Rossi e Cabrini finirono al centro di indiscrezioni su una presunta relazione sentimentale. Le voci alimentarono una situazione già delicata e contribuirono alla decisione del commissario tecnico di imporre il silenzio stampa.

Il contrasto tra la leggerezza delle carte e la tensione delle polemiche resta uno dei tratti più singolari di quel ritiro. Vigo, oggi collegata anche alla presenza della Juventus in Europa League, riporta così alla memoria la parentesi spagnola dell’Italia Mundial e il luogo in cui Bearzot trasformò un gruppo capace di superare anche le contestazioni in una squadra vincente.

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