Bardella e le chat del 2013: bufera sulle frasi attribuitegli
Conversazioni private risalenti a quando aveva 17 anni riaccendono le accuse contro il leader del Rassemblement National, che respinge tutto e annuncia una querela.
Le accuse riguardano alcune conversazioni private del 2013, quando Jordan Bardella aveva 17 anni ed era già iscritto al Front National. Il sito Mediapart gli attribuisce contenuti antisemiti e teorie su un presunto ordine mondiale guidato da Israele.
La ricostruzione ha riacceso il caso politico attorno all’attuale presidente del Rassemblement National, che nega però di essere l’autore dei messaggi e contesta l’autenticità delle chat.
Le frasi attribuite nelle conversazioni
Tra i messaggi citati compaiono l’affermazione secondo cui «le banche sono tutte in mano agli ebrei» e il riferimento a un «Nuovo Ordine Mondiale dominato da Israele». Le conversazioni sarebbero state scambiate nel 2013, in una fase molto precedente agli incarichi di vertice ricoperti oggi da Bardella.
All’epoca il leader del Rassemblement National era minorenne, ma risultava già affiliato al Front National. Il materiale riportato da Mediapart viene presentato come prova di posizioni antisemite, mentre il diretto interessato ne mette in dubbio l’origine.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Bardella annuncia una risposta legale
Bardella ha respinto le accuse definendole false. La sua replica è netta: «Fake, querelo Mediapart».
Con l’annuncio della querela, il presidente del Rassemblement National contesta quindi sia il contenuto attribuitogli sia la pubblicazione delle conversazioni. Il caso si sposta così sul terreno giudiziario, mentre resta al centro del dibattito l’autenticità dei messaggi risalenti al 2013.
Continua a leggere
Panama, il canale torna a respirare: più carico e transiti
Il rialzo del lago Gatún permette di aumentare il pescaggio delle navi e, dal 15 ottobre, anche il numero dei passaggi Neopanamax
Brasile, la diaspora pesa: quasi 919mila chiamati alle urne
Il voto dall’estero è cresciuto del 358% in sedici anni e coinvolge elettori distribuiti in 134 Paesi, con una scelta limitata alla corsa presidenziale
Trump e lo spot coi soldi pubblici: la rivolta arriva dal suo partito
La pubblicità a sostegno del presidente scatena critiche tra i repubblicani e accuse dai democratici, mentre la Casa Bianca la presenta come un messaggio di interesse pubblico.
Destra brasiliana, il pressing su Zema e Caiado: la sfida a Lula
Flávio Bolsonaro prova a riunire l’elettorato conservatore già al primo turno, mentre l’analista Marcelo Tokarski avverte sugli effetti dell’astensione