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Attualità 1 min di lettura2 giorni fa

Bar, il conto più pesante è al Nord: Lombardia e Lazio affondano

A guidare la classifica delle chiusure è la Lombardia, che tra il 2019 e il 2025 ha visto sparire 4.957 bar.

Subito dopo si colloca il Lazio, con 4.405 attività in meno; seguono Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte, rispettivamente a quota 2.806, 1.916 e 1.915 esercizi perduti.


Il Centro registra la frenata maggiore

Il dato più severo in rapporto alla presenza iniziale arriva però dal Centro Italia. Nell’area sono venuti meno 7.323 locali, equivalenti a una riduzione del 20,8% rispetto al 2019: più di un’attività su cinque non è più operativa.

Il Nord-est ha lasciato sul campo il 16,3% dei bar, mentre il Nord-ovest si è fermato al 16,1%. Il ridimensionamento è stato meno marcato nel Mezzogiorno, ma comunque diffuso: -6,7% al Sud e -6,5% nelle Isole. Nessuna area del Paese ha quindi registrato una crescita del comparto.


Un vuoto che pesa sui territori

La contrazione non riguarda soltanto il numero delle saracinesche abbassate. Confesercenti collega la perdita dei locali anche alla diminuzione di occasioni di socialità e di servizi quotidiani, soprattutto nei centri più piccoli e nei quartieri urbani.

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Secondo la stima dell’associazione, l’effetto complessivo sul sistema economico supera 7,2 miliardi di euro. Nel calcolo rientrano la minore spesa dei consumatori, le ricadute sull’occupazione e il gettito fiscale non più prodotto dalle attività scomparse.


Il bilancio nazionale dal 2019

L’analisi, costruita sui dati delle Camere di commercio, fotografa un arretramento costante del servizio bar. Le imprese attive erano 169.839 nel 2019; sei anni più tardi il numero è sceso a 145.766, con una diminuzione complessiva del 14,2%.

La differenza tra i due valori ammonta a 24.073 attività, pari a una media di circa 11 chiusure ogni giorno. Per Confesercenti, il fenomeno segnala una progressiva perdita di presidi economici e relazionali nelle comunità locali.

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