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Attualità 3 min di lettura12 min fa

Banche italiane, l’Acn avverte: attacchi a rischio la stabilità

Quasi 45mila servizi digitali sono stati esposti a rischi nei primi nove mesi del 2026

Gli attacchi informatici contro banche e assicurazioni possono compromettere i servizi, la fiducia dei cittadini e la stabilità dell’Italia. Lo ha detto Andrea Quacivi, direttore generale dell’Agenzia per la cybersicurezza nazionale, durante l’audizione del 5 novembre davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.

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La posta elettronica nel mirino

Secondo Quacivi, negli ultimi nove mesi la posta elettronica è stata il principale canale utilizzato per colpire gli operatori finanziari. «La posta elettronica è stato il canale privilegiato degli attacchi cyber a banche e assicurazioni negli ultimi nove mesi», ha affermato durante l’audizione.

Alle email si aggiungono l’impiego di credenziali rubate in precedenza e lo sfruttamento di vulnerabilità nei sistemi. La crescente digitalizzazione del settore e l’uso dell’intelligenza artificiale ampliano inoltre le possibilità di attacco, secondo il direttore generale dell’Agenzia.

Il rischio non riguarda soltanto il furto di denaro. Un’aggressione ai sistemi bancari può provocare disservizi e allarme pubblico, anche se la finalità principale dei gruppi criminali resta generalmente economica.


I tentativi contro banche e assicurazioni

Nei primi nove mesi del 2026 il gruppo di risposta agli incidenti informatici ha registrato 168 tentativi contro il comparto finanziario: 137 hanno riguardato banche e 31 compagnie assicurative. Gli episodi con conseguenze confermate sono stati 47, di cui 44 nel settore bancario e 3 in quello assicurativo.

Nel comparto bancario il 64% degli eventi è stato attribuito alla criminalità informatica, il 32% a gruppi motivati da obiettivi politici e il 4% a soggetti interni. Tra le assicurazioni, invece, l’83% degli attacchi è risultato riconducibile ad attivisti informatici, soprattutto attraverso azioni di sovraccarico dei servizi: meno di un caso su dieci ha prodotto un impatto verificato.

I criminali puntano soprattutto a ottenere riscatti, mentre gli attivisti rivendicano finalità politiche. Le autorità hanno indicato in diversi casi possibili collegamenti con gruppi legati a Russia, Cina, Corea del Nord e Iran, ma senza prove definitive del rapporto con governi nazionali.

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I numeri dell’esposizione digitale

L’Agenzia ha individuato quasi 45mila risorse e servizi esposti a rischio nei primi nove mesi dell’anno. Oltre 3.200 elementi sono stati considerati potenzialmente compromessi, secondo i dati già presentati da Quacivi il 13 ottobre alla Commissione Affari esteri e Difesa del Senato.

Il 4 novembre l’Agenzia ha invitato ad aggiornare i sistemi di sicurezza di tutti i dispositivi collegati a internet. L’indicazione riguarda anche impianti di climatizzazione, reti idriche, infrastrutture per la produzione di energia e apparati di videosorveglianza.

Tra i possibili obiettivi figurano ospedali, acquedotti, reti elettriche, raffinerie e banche dati contenenti informazioni riservate. Gli attacchi ai sistemi di refrigerazione registrati in 10 Paesi europei hanno riportato l’attenzione sulla vulnerabilità delle infrastrutture connesse.


Il caso Binance e gli altri allarmi

Il furto di oltre 6 miliardi di dollari subito da Binance, la maggiore piattaforma di criptovalute al mondo, ha accresciuto l’attenzione sulla sicurezza del sistema finanziario. Andrea Saracino, docente di sicurezza informatica all’Università Sant’Anna di Pisa, ha spiegato che le organizzazioni criminali agiscono soprattutto per ottenere profitti e non necessariamente per destabilizzare uno Stato.

Dopo quell’episodio le autorità statunitensi hanno avviato verifiche sulla protezione degli istituti di credito. In Francia, il 4 novembre, Crédit Mutuel Arkéa ha subito un attacco definito senza precedenti, con il furto di almeno 100 milioni di euro in capitale azionario.

L’ultima relazione dei servizi segreti italiani ha inoltre segnalato l’aumento delle azioni russe contro infrastrutture critiche in Europa: tra il 2023 e il 2025 gli attacchi sono cresciuti di oltre cinque volte.

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