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Attualità 3 min di lettura2 ore fa

Balenciaga, Pierpaolo Piccioli lascia dopo 16 mesi alla maison

Il designer italiano affida a Instagram un messaggio sulla libertà creativa dopo la separazione dal gruppo Kering

Pierpaolo Piccioli ha lasciato Balenciaga dopo poco più di 16 mesi alla guida creativa della maison. La separazione con Kering arriva dopo settimane di indiscrezioni sulle vendite e sulle diverse strategie per il marchio.

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Il messaggio dello stilista

Nel comunicato del gruppo, l’amministratore delegato Luca de Meo ha definito Piccioli uno stilista di grande talento, ribadendo il rispetto per il suo lavoro. Gianfranco Gianangeli, amministratore delegato di Balenciaga, ha invece riconosciuto al designer il merito di avere riportato in primo piano le radici sartoriali della casa, insieme a una particolare attenzione per costruzione e artigianalità.

Piccioli ha affidato il proprio saluto a Instagram, con parole dedicate ai tempi e alle responsabilità dell’alta moda: «La Couture richiede tempo e attenzione; esige convinzione e coraggio». Nel suo messaggio ha sostenuto che identità e valori siano ciò che resta davvero a chi lavora nella moda, anche quando le decisioni aziendali impongono una separazione.

Lo stilista ha descritto l’alta moda come un metodo di pensiero, non come una semplice successione di abiti o forme. Ha poi ricordato il sogno condiviso con la maison e ha chiuso il testo citando Pier Paolo Pasolini: «Ti insegneranno a non splendere. E tu splendi, invece».


Il nodo delle vendite

La distanza tra la ricerca creativa di Piccioli e le aspettative commerciali del gruppo sarebbe emersa soprattutto nella linea maschile. Durante una riunione estiva con gli azionisti, de Meo avrebbe segnalato risultati inferiori alle attese per quel comparto, che sotto la precedente direzione di Demna aveva prodotto ricavi elevati grazie a capi urbani e provocazioni molto visibili.

Piccioli era arrivato a Parigi con i 25 anni trascorsi da Valentino e con l’obiettivo di riportare al centro l’eredità sartoriale di Cristóbal Balenciaga. Kering, impegnata a rilanciare Gucci e a rendere più redditizi i propri marchi, puntava invece a rafforzare il legame della maison con il pubblico più giovane e con i prodotti dal maggiore potenziale commerciale.

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La sua uscita si aggiunge agli avvicendamenti che hanno coinvolto Anthony Vaccarello da Yves Saint Laurent e Seán McGirr da Alexander McQueen. Il gruppo non ha indicato le ragioni ufficiali della separazione, limitandosi a ribadire la volontà di valorizzare l’avanguardia e il patrimonio storico di Balenciaga.


L’ultima collezione a Parigi

La sfilata di inizio ottobre, intitolata «Il coraggio della libertà», aveva presentato capi quotidiani trasformati attraverso tecniche dell’alta moda. Tra le proposte figuravano denim dalla forma a clessidra e giacche ispirate all’abbigliamento militare, realizzate con lavorazioni complesse e tessuti trattati in atelier.

La collezione aveva quindi trasferito la cura sartoriale su elementi destinati all’uso quotidiano. Secondo le ricostruzioni circolate nelle settimane successive, quella passerella sarebbe stata l’ultima di Piccioli per la maison: dal 3 ottobre lo stilista non sarebbe più tornato negli uffici parigini di Balenciaga.


L’ipotesi Martine Rose

Kering ha fatto sapere che il nome del nuovo direttore creativo sarà comunicato a breve. Tra le ipotesi più insistenti c’è Martine Rose, designer londinese che in passato aveva collaborato con Demna alla linea maschile di Balenciaga.

La sua eventuale nomina riporterebbe il marchio verso un’estetica più urbana e vicina all’abbigliamento sportivo di lusso. Per ora, tuttavia, Kering non ha confermato il nome del successore di Piccioli.

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