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Attualità 3 min di lettura5 ore fa

Baerbel Bas lascia: il lutto e gli scontri che scuotono Berlino

La ministra tedesca del Lavoro rinuncia anche alla guida della Spd, citando il dolore per la perdita della figliastra e le crescenti pressioni nella coalizione

Baerbel Bas ha deciso di lasciare sia il ministero federale del Lavoro e degli Affari sociali sia la copresidenza della Spd. La politica socialdemocratica, 58 anni, conserverà invece il proprio seggio al Bundestag, ma ha spiegato di non avere più le energie necessarie per svolgere pienamente gli incarichi di governo e di partito.

Alla base della scelta ci sono il lutto per la morte della figliastra e l’intensificarsi delle critiche pubbliche, arrivate anche dagli alleati conservatori della coalizione. Bas ha informato il copresidente della Spd e vicecancelliere Lars Klingbeil, quindi ha chiesto al cancelliere Friedrich Merz di sollevarla dall’incarico ministeriale.


Una decisione maturata nel dolore

In un messaggio rivolto ai compagni di partito e ai colleghi, Bas ha spiegato di aver bisogno di tempo per affrontare la perdita familiare. «Dopo la morte della mia figliastra, mi sono resa conto di aver bisogno di tempo per elaborare il lutto», ha scritto, aggiungendo di voler disporre del periodo necessario per riuscirci.

La ministra uscente ha collegato la decisione anche al clima politico degli ultimi tempi. A suo avviso, gli attacchi nei suoi confronti sono aumentati proprio durante una fase personale particolarmente difficile. Per questo, ha comunicato di voler rinunciare contemporaneamente alla guida della Spd e alla responsabilità del ministero del Lavoro.

Klingbeil ha accolto l’annuncio con rammarico e ha giudicato «indecenti» le contestazioni rivolte a Bas mentre stava affrontando un grave lutto. «Al di là delle cariche istituzionali, siamo tutti esseri umani», ha dichiarato il vicecancelliere, difendendo la collega socialdemocratica.


Merz perde una ministra nel pieno delle tensioni

Anche il cancelliere ha espresso rispetto per la scelta. In un messaggio pubblicato su X, Merz ha ricordato la collaborazione con Bas all’interno del governo federale e ha rivolto a lei e alla famiglia un augurio di forza, sottolineando quanto sia difficile una perdita simile.

L’uscita della ministra arriva mentre la coalizione formata da Cdu, Csu e Spd cerca di superare divergenze su pensioni, fisco e riforme economiche. Nei giorni precedenti, un confronto tra Merz e Klingbeil aveva evidenziato una forte contrapposizione, poi ridimensionata dall’intervento del presidente della Csu, Markus Soeder. Il rapporto tra i due leader, tuttavia, sarebbe rimasto segnato dalla diffidenza.

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Tra i dossier più controversi figurano le ipotesi di nuove imposte sullo zucchero e sulla plastica, la revisione dell’imposta sul reddito, il sistema pensionistico e una maggiore flessibilità del mercato del lavoro. La Spd punta a portare le nuove regole sulle pensioni davanti al Bundestag, o almeno a presentarle, entro la fine dell’anno.


Bilanci e riforme mettono alla prova la coalizione

Bas avrebbe dovuto contribuire ad accelerare gli interventi concordati a sostegno delle imprese. Parallelamente, il governo deve ancora coprire una parte consistente delle esigenze finanziarie per i bilanci federali del 2027 e del 2028.

La mancata introduzione delle imposte su zucchero e plastica lascerebbe da trovare quasi 2 miliardi di euro nel 2027 e più di 2,5 miliardi negli anni successivi. Secondo esponenti dell’Unione, la mancata approvazione del bilancio 2027 con le entrate previste potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza della coalizione già a dicembre.

Sul piano politico, Cdu e Spd avrebbero inoltre stabilito di lasciare ai livelli regionali le questioni riguardanti AfD in Sassonia-Anhalt e le possibili intese tra Spd, Verdi e Linke a Berlino. I capigruppo dell’Unione hanno comunque descritto il vertice del 7 ottobre come positivo e costruttivo.

La maggioranza ha ribadito l’intenzione di impedire agli estremisti di conquistare spazio politico e di concentrare l’azione di governo su crescita economica, tutela dell’occupazione e coesione sociale. L’addio di Bas aggiunge però un nuovo elemento di instabilità a una coalizione già alle prese con nodi finanziari e riforme ancora da definire.

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