Bachelet torna in campo: la sinistra cilena prova a ripartire
L’ex presidente riunirà i principali partiti progressisti per costruire un coordinamento contro il governo di José Kast, guardando alle sfide elettorali del 2028 e del 2029.
Michelle Bachelet prepara il ritorno al centro della scena politica cilena. L’ex presidente ha convocato per giovedì prossimo i rappresentanti delle principali forze progressiste, con l’obiettivo di avviare un confronto comune tra i partiti contrari al governo ultraconservatore di José Kast.
L’incontro segna il primo tentativo concreto di riorganizzare l’area progressista dopo l’arrivo dell’attuale esecutivo. Sullo sfondo ci sono le elezioni amministrative del 2028 e le presidenziali previste per ottobre 2029, appuntamenti ancora lontani ma già destinati a influenzare le strategie delle opposizioni.
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Bachelet rivendica il suo ruolo
All’appello hanno aderito il Partito Socialista, il Partito per la Democrazia, il Partito Liberale, il Fronte Ampio, il Partito Comunista e il Partito Democratico Cristiano. La presenza di forze diverse segnala la volontà di verificare la possibilità di un coordinamento che superi le divisioni interne all’area progressista.
Bachelet ha chiarito di non voler abbandonare la vita pubblica. «A chi pensava che me ne sarei semplicemente tornata a casa ho una brutta notizia: non accadrà. Rimango qui a dare il mio contributo, a lavorare e a sostenere il Cile, proprio come ho sempre fatto», ha detto durante un incontro politico.
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Il sondaggio rafforza l’ex presidente
A sostenere il ruolo centrale dell’ex presidente è Francisco Vidal, già ministro della Difesa ed esponente del Partito per la Democrazia. Secondo Vidal, Bachelet è al momento l’unica personalità capace di mettere d’accordo sensibilità che vanno dal Partito Democratico Cristiano al Partito Comunista.
Anche gli ultimi dati di Cadem indicano un consenso significativo per Bachelet: il 29%, contro il 19% attribuito a Gabriel Boric. La sua immagine positiva raggiunge inoltre il 51%, mentre l’approvazione del governo di José Kast si ferma al 32%.
Il vertice di giovedì dovrà quindi misurare quanto questo consenso personale possa trasformarsi in una piattaforma politica condivisa. Per ora, la riunione rappresenta il primo passo formale verso una possibile alleanza progressista in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
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