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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Autonomi, fino a 500 euro mensili per il nido e l'assistenza

La misura triennale riguarda alcune categorie Inps e copre tre mesi dal termine del congedo di maternità o paternità

Il disegno di legge di bilancio 2027-2029 prevede un voucher mensile fino a 500 euro per alcuni genitori che lavorano in proprio.

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Risorse e regole da definire

La sperimentazione avrebbe durata triennale, dal 2027 al 2029, con uno stanziamento di 15 milioni di euro per ciascun anno. Un decreto del ministro per la Famiglia, insieme al ministero del Lavoro e al Mef, dovrà stabilire requisiti, procedure e modalità di utilizzo, anche per garantire il rispetto del limite di spesa.

Il contributo non inciderebbe sul calcolo dell’Isee utilizzato per l’assegno unico. Nel caso in cui entrambi i genitori siano lavoratori autonomi, la richiesta potrebbe essere presentata da uno soltanto.


Chi può ottenere il voucher

La misura è destinata agli iscritti all’Inps che svolgono attività come artigiani, commercianti o coltivatori, oltre agli aderenti alla gestione separata. Quest’ultima comprende anche collaboratori, dottorandi e assegnisti di ricerca: l’eventuale accesso di queste categorie dovrà essere precisato dal provvedimento attuativo.

Sono invece esclusi i lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico sia di quello privato, e i professionisti iscritti alle casse previdenziali autonome, tra cui avvocati, commercialisti e ingegneri.

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Come funziona la richiesta

Il sostegno potrà essere utilizzato per pagare una persona incaricata dell’assistenza ai bambini oppure i servizi educativi per l’infanzia. Tra le strutture ammesse rientrano gli asili nido pubblici e privati accreditati e le sezioni primavera.

La domanda sarà possibile dopo la conclusione del congedo di maternità o di paternità. Il voucher potrà coprire al massimo tre mesi, da spendere nell’arco degli undici mesi successivi.


Alternativa al congedo parentale

L’accesso al contributo comporterà la rinuncia, per lo stesso periodo, al congedo parentale indennizzato. Il voucher non si aggiunge quindi all’astensione dal lavoro, ma rappresenta un’opzione alternativa per sostenere i costi della cura dei figli.

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