Most, 10 milioni per portare la ricerca sulla mobilità
Il programma finanzia trasferimento tecnologico, startup e infrastrutture dopo i 378 milioni già investiti dal Pnrr
Il Centro nazionale per la mobilità sostenibile ha presentato un piano da circa 10 milioni di euro per trasformare la ricerca in applicazioni concrete.
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Investimenti da rendere continui
Per Licia Ronzulli, vicepresidente del Senato, la mobilità sostenibile richiede una programmazione stabile e non interventi isolati. «La mobilità sostenibile non è un intervento una tantum ma una scelta di sistema», ha affermato, chiedendo nuove risorse per manutenzione, sicurezza e resilienza delle infrastrutture.
Sulla stessa linea si è espressa la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, che ha indicato nella prosecuzione degli investimenti il principale obiettivo dopo il Pnrr. «Vogliamo consolidare questo modello, dare continuità agli investimenti, trasformare le reti nate col Pnrr in un patrimonio permanente per il Paese», ha detto durante l’incontro romano Most 2026, dedicato alla mobilità integrata.
Strade e mezzi collegati
Un’applicazione già attiva riguarda la Tangenziale di Napoli, dove Autostrade per l’Italia ha sviluppato, insieme a Most, la prima strada intelligente italiana certificata dal Mit. Sensori, telecamere e antenne raccolgono dati sul traffico e consentono di offrire servizi come il Dynamic Speed Limit, che indica la velocità più adatta per migliorare scorrevolezza e sicurezza.
L’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana, ha definito l’innovazione una componente indispensabile per lo sviluppo del comparto autostradale. Tra il 2025 e il primo semestre 2026 il gruppo ha destinato oltre 3,3 miliardi di euro a manutenzione, infrastrutture e tecnologie.
Il tema affrontato da Most riguarda però l’insieme dei sistemi di trasporto. Un treno rapido, un’automobile automatizzata o un porto avanzato producono benefici limitati se non comunicano con le altre reti e con i servizi; per questo dati e intermodalità sono al centro dei progetti presentati.
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Dal Pnrr alle imprese
Nel triennio passato il Centro ha utilizzato 378 milioni di euro del Pnrr per attività di ricerca, trasferimento tecnologico e supporto operativo. Il lavoro ha prodotto più di 50 prototipi e 90 progetti con elevato livello di maturità tecnologica, per un valore complessivo vicino ai 110 milioni di euro.
Il nuovo programma assegna 5,5 milioni di euro a Fast Track to Market, destinato ad accompagnare i risultati scientifici verso il mercato. Sono inoltre previsti 1,5 milioni per iniziative nate da esigenze industriali, un milione a favore delle startup e 500mila euro per rendere più accessibili le infrastrutture di ricerca.
L’obiettivo dichiarato dal presidente di Most, Ferruccio Resta, è superare la distanza tra laboratorio e attività produttive. «Senza regole la tecnologia resta prototipo», ha osservato, sostenendo che il passaggio successivo richieda scelte operative e non soltanto nuove sperimentazioni.
Startup e prossimi progetti
I bandi del Centro hanno coinvolto 174 piccole e medie imprese. Nel biennio 2024-2025 le iniziative dedicate all’imprenditorialità hanno ricevuto più di 300 candidature e distribuito 8,5 milioni di euro a 50 startup; altri 2,9 milioni sono stati investiti nel capitale di nove realtà innovative.
Most prevede inoltre un programma di consolidamento per il periodo 2027-2029 e una disponibilità progettuale superiore a 70 milioni di euro, riferita a iniziative del Mur e dell’Unione europea per il biennio 2027-2028. Le aree indicate comprendono decarbonizzazione dei trasporti, mobilità autonoma e connessa, sicurezza delle infrastrutture e innovazione della logistica.
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