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Attualità 6 min di lettura12 ott

Auto cinesi in Europa, l’assalto passa da Parigi: 20 marchi in mostra

Dai nuovi modelli elettrici e ibridi ai progetti produttivi locali, la presenza cinese al Salone di Parigi raddoppia rispetto al 2024.

La strategia cinese per conquistare spazio in Europa passa anche dalla produzione sul posto. Xpeng assembla già i propri veicoli in Austria attraverso Magna Steyr e, dopo circa 30.000 consegne nel continente, punta a rafforzare ulteriormente la propria presenza sul mercato europeo.

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La produzione locale diventa decisiva

Anche GAC guarda agli stabilimenti europei per sostenere l’espansione del marchio Aion. Il costruttore cinese ha raggiunto un’intesa con l’austriaca Magna Steyr per realizzare il suv medio Aion V e la compatta Aion UT. A Parigi presenta inoltre l’Aion UT Cross e il suv GS7, dopo il debutto a Monaco nel 2025 e l’avvio commerciale in Finlandia e nel Regno Unito.

Il gruppo Dongfeng, invece, affida parte dei propri programmi industriali alla fabbrica Stellantis di Rennes. Il marchio Forthing, già attivo in Germania e Italia, porta in Francia il suv TK5 nelle varianti elettrica e ibrida ricaricabile, il crossover TK7 PHEV e il grande van V9 trasformato in camper. L’azienda prepara anche l’ingresso in Francia, Norvegia e Danimarca.


Parigi diventa una vetrina cinese

Sono 20 i costruttori cinesi presenti al Salone di Parigi, in calendario dal 12 al 18 ottobre. Il numero è il doppio rispetto all’edizione del 2024: accanto a BYD, Chery e Geely compaiono nomi meno conosciuti in Europa, tra cui Aito, Avatr, Li Auto, Forthing del Gruppo Dongfeng e Aion del Gruppo GAC.

La rassegna arriva mentre i marchi europei faticano in Cina e i produttori cinesi devono fronteggiare una domanda interna più debole, una forte competizione sui prezzi e un eccesso di capacità produttiva. Le restrizioni che ne limitano l’accesso agli Stati Uniti hanno spinto molte aziende a concentrare risorse e nuovi modelli sul Vecchio Continente.


La quota cinese continua a salire

Negli ultimi due anni la presenza dei marchi cinesi in Europa ha stabilito nuovi primati quasi ogni mese. Ad agosto la loro quota ha sfiorato il 12%, quasi il doppio rispetto a un anno prima e oltre il livello raggiunto dai costruttori giapponesi quando iniziarono a penetrare nei mercati europei negli anni ’70.

La pressione si somma alla debolezza della domanda, ai dazi statunitensi e agli investimenti richiesti dalla transizione elettrica. Volkswagen sta valutando la chiusura di impianti e ha annunciato decine di migliaia di tagli, mentre Bmw sta riducendo anch’essa il numero dei dipendenti.

Due anni fa l’Unione Europea ha introdotto tariffe sulle automobili elettriche a batteria fabbricate in Cina. I costruttori hanno reagito ampliando l’offerta di vetture con motore termico e di ibride ricaricabili; da qui la richiesta dell’industria europea di estendere le misure anche a queste categorie. Bruxelles e Pechino hanno raggiunto di recente un’intesa preliminare, mentre l’Unione studia requisiti minimi di componenti prodotti localmente per accedere a determinati incentivi e gare pubbliche.


BYD amplia la gamma europea

BYD, il marchio cinese con più vendite in Europa ad agosto, sfrutta il salone per mostrare una novità destinata al continente, forse una versione più lunga della piccola Dolphin Surf. Debutta inoltre la Dolphin G DM-i, il primo modello del costruttore progettato appositamente per l’Europa: è una compatta ibrida ricaricabile capace di percorrere fino a 105 km in modalità elettrica, con consumi dichiarati di 1,4 litri ogni 100 km.

La proposta comprende anche il suv compatto Atto 2 DM-i e l’aggiornamento della Atto 3. Tra i modelli più attesi c’è Shark, il primo pick-up BYD commercializzato in Europa: ha trazione integrale, propulsione ibrida ricaricabile e 436 cavalli. Lungo 5,46 metri, passa da 0 a 100 km/h in 5,7 secondi, offre 90 km a batteria e dispone di 2.500 kg di capacità di traino, 790 kg di carico utile e funzione per alimentare apparecchiature elettriche.

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Il marchio di alta gamma Denza propone invece la Z9GT, grande station wagon sportiva elettrica pensata per competere con Porsche Taycan e Audi E-tron GT. Il prezzo di lancio indicato è di 115.000 euro, che scende a 100.000 euro per l’ibrida ricaricabile. Accanto trovano posto il monovolume D9 DM-i, il fuoristrada Bao 5 da oltre 500 cavalli e la supercar Z, capace di completare lo 0-100 km/h in poco più di 2 secondi.


Geely riscopre le vetture compatte

La galassia Geely riunisce al salone il marchio principale, Smart, Lynk & Co e Zeekr. Geely Auto, collocata sotto Zeekr e Lynk & Co, sta crescendo più rapidamente dei due marchi rivali nelle vendite europee e presenta il Monjaro EM-i, un grande suv costruito sulla piattaforma GEA Evo, compatibile con soluzioni elettriche, ibride ricaricabili e sistemi con generatore di supporto.

Completano la proposta il crossover elettrico EX5 e la piccola EX2, che in Cina è la vettura a batteria più venduta. Smart, controllata in parti uguali da Mercedes-Benz e Geely, torna invece alle dimensioni originarie con la #2, erede interamente elettrica della ForTwo. I modelli più grandi #1, #3 e #5 hanno risentito dell’effetto dei dazi sulle elettriche importate.

Lynk & Co aggiunge alla gamma, formata da 01, 02 e 08 PHEV, la 07 GT: una station wagon sportiva ad alte prestazioni. Zeekr presenta la 7GT, gran turismo con carrozzeria sportiva che sta raccogliendo ordini, e il grande suv 9X, riconoscibile per la calandra verticale e per lo schermo da 17 pollici che scende dal tetto per i passeggeri posteriori. Le vendite europee del marchio sono più che triplicate nel corso dell’anno.


Leapmotor punta sull’Europa

La collaborazione tra Stellantis e Leapmotor porta a Parigi la B05, berlina compatta elettrica da 218 cavalli, disponibile con batterie da 56 o 67 kWh e un’autonomia di 460 km. La gamma comprende anche il suv compatto B03X, la cittadina B03 e la grande D19, lunga oltre 5,2 metri e dotata di un sistema ibrido con generatore che consente 300 km di marcia soltanto elettrica.

La D19 offre poltrone posteriori ispirate alla classe business e un dispositivo per la rigenerazione dell’ossigeno. Leapmotor conferma inoltre che la B10 sarà prodotta a Saragozza, in Spagna, passaggio centrale nel progetto di localizzazione europea del marchio.

La B03 resta una delle novità principali della rassegna. Nel ciclo WLTP dichiara fino a 390 km di percorrenza e può ricaricare la batteria dal 10 all’80% in 21 minuti. Il motore raggiunge 145 kW; nell’abitacolo ci sono uno schermo centrale sospeso da 14,6 pollici, una strumentazione digitale da 8,8 pollici e 21 dispositivi avanzati di assistenza alla guida.


Anche i gruppi europei cercano vantaggi

La crescita dei marchi cinesi non produce soltanto concorrenza. I costruttori europei stanno provando a sfruttarla attraverso accordi industriali, l’utilizzo di impianti con capacità inutilizzata e l’accesso a tecnologie sviluppate in Cina per le auto elettriche. Stellantis, per esempio, ha intensificato il rapporto con Dongfeng proprio sul mercato europeo.

Parallelamente, i produttori del continente lavorano a una nuova generazione di modelli a batteria con prezzi più accessibili. Il Salone di Parigi diventa così il punto d’incontro tra l’offensiva commerciale cinese, la risposta industriale europea e il tentativo di costruire una filiera più locale.

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