Aule provvisorie, 2 milioni anticipati: il rimborso resta un mistero
Quattro Castella ha sostenuto per tre anni i costi delle strutture modulari usate durante la ricostruzione delle scuole, ma dopo una prima erogazione il ministero non ha più risposto.
Il Comune di Quattro Castella ha anticipato quasi 2 milioni di euro per garantire le lezioni durante i lavori nelle scuole, ma attende ancora una parte consistente dei contributi promessi. Dopo il primo trasferimento, gli uffici ministeriali non avrebbero più fornito aggiornamenti sulle richieste relative agli anni successivi.
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Il bilancio comunale resta sotto pressione
A denunciare la situazione è il sindaco Alberto Olmi, alla guida del Comune reggiano di circa 13mila abitanti. L’amministrazione sostiene di aver rispettato ogni scadenza e di aver risposto tempestivamente alle richieste arrivate da Roma, senza però ottenere i rimborsi previsti per il noleggio delle aule temporanee.
«Abbiamo investito quasi due milioni di euro, ma dopo la prima tranche non abbiamo più ricevuto comunicazioni», spiega Olmi. Il primo contributo riconosciuto ammontava a 313.652,52 euro: il ministero lo ha assegnato il 15 dicembre 2023, ma il pagamento è arrivato soltanto nel dicembre 2024.
Il primo versamento, tuttavia, rappresentava solo una parte dell’impegno complessivo. Trattandosi di una misura articolata su tre anni scolastici, il Comune ha presentato le ulteriori domande previste, senza ricevere finora una risposta. Per l’ente, la somma ancora da recuperare equivale alla possibilità di investimento di un’intera annualità.
L’interrogazione chiede una risposta
Il caso è approdato in Parlamento con un’interrogazione presentata da Ilenia Malavasi, deputata del Partito democratico, al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Nel documento viene evidenziato che Quattro Castella ha utilizzato risorse proprie per assicurare la continuità didattica e anticipare le spese necessarie.
Malavasi considera il Comune un esempio di amministrazione che ha rispettato anche le scadenze più ravvicinate. Secondo la deputata, il ritardo nei trasferimenti può compromettere gli equilibri finanziari degli enti locali, riducendo la liquidità destinata ai servizi ordinari e rendendo più difficile programmare la spesa pubblica.
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Il sindaco sostiene inoltre che il problema non riguardi soltanto il suo territorio. «Ci sono una quarantina di Comuni nella nostra stessa situazione», afferma Olmi, dopo aver ricordato i solleciti inviati senza ottenere chiarimenti.
Perché servivano le strutture temporanee
La vicenda nasce nel 2023, quando i Comuni incaricati degli interventi finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza dovevano demolire e ricostruire gli edifici scolastici senza interrompere le attività. Per questo gli enti potevano affittare immobili oppure ricorrere a moduli prefabbricati provvisori, coprendo i relativi costi attraverso contributi ministeriali assegnati mediante avvisi pubblici annuali.
Quattro Castella aveva scelto il noleggio di alcune strutture per ospitare cinque sezioni della scuola secondaria di primo grado “Balletti” e garantire il regolare svolgimento delle lezioni anche per la scuola primaria “Pascoli”. La domanda era stata inoltrata otto giorni dopo la pubblicazione dell’avviso; successivamente il Comune aveva evaso in una sola giornata una richiesta di integrazione documentale arrivata dal ministero.
L’amministrazione afferma quindi di aver rispettato tutti gli adempimenti richiesti, mentre i pagamenti successivi al primo restano sospesi. Olmi sottolinea il contrasto con gli altri fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, arrivati secondo le attese: «Temevo difficoltà per le risorse del Piano, invece quelle sono state puntuali; il ministero dell’Istruzione e del Merito, invece, è sparito».
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