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Attualità 1 min di lettura10 ore fa

Assalti a Milano, il giudice scuote l’inchiesta: «Gravità ignorata»

I verbali raccolgono le parole pronunciate dopo gli episodi e il giudizio del gip sulla scarsa consapevolezza delle conseguenze.

La valutazione più severa arriva dal giudice per le indagini preliminari, secondo cui dai documenti emerge una limitata percezione della gravità dei reati contestati. Un’osservazione che accompagna la ricostruzione degli assalti contenuta nei verbali.

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Il giudice: consapevolezza ridotta

Nel suo esame, il gip sottolinea quella che definisce «la grande inconsapevolezza della gravità dei reati commessi». La frase sintetizza il giudizio riportato negli atti sull’atteggiamento emerso durante gli accertamenti.

Il provvedimento non si limita quindi alla cronologia degli episodi, ma richiama anche il modo in cui sarebbero stati vissuti da chi li ha compiuti. Il quadro descritto nei verbali unisce così i fatti contestati alle dichiarazioni raccolte dagli investigatori.

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Quelle parole sugli assalti

Tra gli elementi riportati compare la spiegazione di chi avrebbe detto di voler «sentirmi vivo, provare emozioni». La dichiarazione viene inserita nella documentazione insieme alla ricostruzione delle aggressioni avvenute a Milano.

Gli atti non forniscono, nel materiale disponibile, ulteriori dettagli sui singoli episodi o sulle persone coinvolte. Resta però il contrasto tra la motivazione espressa nelle parole raccolte e la gravità attribuita ai reati dal giudice per le indagini preliminari.

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